Barilla, prezzi pasta saliti 40% in 18 mesi per rincaro cereali

martedì 1 luglio 2008 16:37
 

MILANO, 1 luglio (Reuters) - Negli ultimi 18 mesi Barilla ha aumentato i prezzi della pasta di circa il 40%, incalzata dalla fiammata delle materie prime, ma il gruppo alimentare rivendica "l'eticità" delle sue azioni e punta il dito contro alcune scelte politiche internazionali come quella di produrre cereali per produrre biofuel.

Dopo tre successivi incrementi ai listini - rispettivamente del 10%, del 23% e dell'8% - a partire da inizio 2007, al momento il gruppo non prevede altri aumenti e attende di valutare la qualità dell'ultimo raccolto.

Lo hanno detto in occasione della presentazione dei risultati 2007 i vertici di Barilla, poco propensi a vedersi additati tra i principali responsabili della corsa inarrestabile dell'inflazione e della conseguente perdita di potere d'acquisto dei consumatori italiani.

"Abbiamo fatto una serie di aumenti, complessivamente in Italia abbiamo alzato i prezzi del 40% rispetto a inizio 2007", ha detto l'AD Robert Singer, sottolineando che i costi delle materie prime, come i cereali, in alcuni casi sono addirittura triplicati.

"Sono molto convinto nel difendere l'eticità di questi aumenti", ha aggiunto il presidente Guido Barilla.

Ricordando come la pasta in questo periodo sia messa particolarmente sotto accusa sul fronte inflazione, Barilla ha osservato che si tratta comunque di uno degli alimenti meno costosi, con una spesa media per famiglia in Italia di circa 120 euro all'anno. "Gli incrementi del prezzo della pasta sicuramente impattano sulle famiglie in modo importante, ma non si può dire che la pasta affami gli italiani".

L'inflazione italiana a giugno si è attestata al 3,8%, sui massimi da luglio 1996, trainata principalmente da alimentari e trasporti. Su base annua il pane è salito del 13%, la pasta del 22,4%, il latte dell'11,1%.

Barilla ha citato come principali motivazioni dei rincari dei cereali l'aumento dei consumi in alcuni paesi dell'Est, le politiche Usa e dell'Unione europea di produrre biofuel tramite la trasformazione di cereali e la speculazione sulle commodities in generale.

"La scelta di produrre cereali per il biofuel è una scelta folle", ha detto Barilla, secondo cui i governi per rispondere devono "informarsi e dotarsi di persone con cultura alimentare, capaci di gestire problematiche così complesse".