PUNTO 1- Italia,inflazione novembre +0,7% annuo, spinta petrolio

lunedì 30 novembre 2009 14:19
 

MILANO, 30 novembre (Reuters) - L'Italia registra a novembre una leggera crescita dei prezzi al consumo Nic rispetto a ottobre. Più consistente è stata l'accelerazione su base annuale, grazie al rialzo della componente energetica e al confronto statistico favorevole con il corrispondente periodo del 2008. In entrambi i casi i risultati si sono rivelati leggermente sotto le attese degli analisti consultati da Reuters.

Le stime provvisorie dell'Istat mostrano a novembre un indice Nic in crescita dello 0,1% rispetto a ottobre e dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2008, contro attese di +0,2% e di 0,8% indicate dal sondaggio Reuters.

Si consolida così la lieve salita dei prezzi registrata a ottobre, quando l'indice Nic aveva registrato un incremento dello 0,1% su mese e dello 0,3% su anno.

"Non è un segnale di ripartenza della domanda. Vediamo infatti una spinta al rialzo sulle componenti energia e trasporti e al ribasso sulle componenti più cicliche, cioè più legate alla domanda finale che resta debole", spiega Paolo Mameli, di Intesa Sanpaolo.

L'indice armonizzato italiano ha segnato una variazione positiva dello 0,1% a livello congiunturale e dello 0,8% su base annua, in linea con le previsioni. L'inflazione nella zona euro, in base alla stima preliminare, a novembre ha segnato un aumento dello 0,6% su anno, battendo le attese degli analisti (+0,4%). Si tratta in ogni caso del primo dato positivo degli ultimi cinque mesi.

LA SPINTA DELLA COMPONENTE ENERGETICA

Nonostante i dati dell'Istat abbiano evidenziato un aumento del Cpi, le spinte inflazionistiche sono ancora ridotte e legate al rialzo del prezzo di petrolio. Oggi un barile è pagato 77 dollari, oltre il doppio del minimo raggiunto lo scorso dicembre, quando era sceso fino a 34 dollari.

Il prezzo dei trasporti è aumentato dello 0,5%. "Ci si attendeva che il settore che avrebbe contribuito di più all'aumento dei prezzi sarebbe stato quello dei trasporti perché la benzina è salita di oltre il 2% nel mese. Hanno sorpreso un po' verso l'alto gli altri beni e servizi, perché fanno segnare +0,5% contro l'attesa di 0,3%", commenta Mameli.   Continua...