PUNTO 1 - Isae, fiducia imprese novembre max da settembre 2008

giovedì 26 novembre 2009 11:57
 

MILANO, 26 novembre (Reuters) - La crescita della fiducia delle imprese manifatturiere, al massimo degli ultimi 14 mesi, conferma la tendenza al miglioramento dell'economia italiana, ma rimane a livelli molto bassi e non implica un miglioramento della produzione industriale.

Gli economisti interpellati da Reuters interpretano così i dati dell'Isae sull'indice sulla fiducia delle imprese italiane a novembre, salito a 78,8 dal 77,4 di ottobre (rivisto da 77,1), segnando il massimo da settembre 2008.

L'indice, ricavato dalle interviste a 4.000 imprese del settore manifatturiero ed estrattivo, è superiore al consensus Reuters, che aveva previsto si fermasse a 77,5.

"Si vede ancora un netto miglioramento, è l'ottavo in nove mesi, è in atto un chiaro trend al rialzo, anche se siamo su livelli inferiori alla media storica e ancora in una fase di calo della produzione industriale", ha spiegato Luigi Speranza di Bnp Paribas".

La fiducia è aumentata soprattutto tra i produttori di beni di consumo (dove l'indice passa a 85 da 83), mentre l'avanzamento è stato più limitato per gli intermedi (a 77,6 da 76,1) e i beni di investimento (a 70,2 da 69,1). A livello geografico, è migliorata nell'Italia centro-settentrionale, ma è calata nel Mezzogiorno.

La salita dell'indice è stata spinta dalle attese di crescita a breve termine della produzione e della domanda, soprattutto estera. Minore ottimismo si riscontra nelle previsioni sulla situazione economica generale del paese, sull'occupazione e sui prezzi di vendita.

"Si tratta di un miglioramento guidato dalla componente degli ordinativi, in gran parte grazie al portafoglio ordini verso l'estero, unitamente al miglioramento dell'outlook sulla produzione e sulle scorte che restano molto basse, anche se sono salite leggermente rispetto al mese precedente", ha spiegato Marco Valli di Unicredit. Le scorte sono infatti passate al -2 di novembre dal -3 di ottobre, evidenziando un "rischio di accumulo".

Dal fatto che la domanda sembra essere trainata dall'estero potrebbero derivare alcuni problemi. "In prospettiva alcuni elementi di rischio rimangono legati alla componente estera, dove un ulteriore apprezzamento dell'euro potrebbe colpire gli esportatori italiani, più sensibili ai prezzi rispetto a quelli tedeschi", ha spiegato Paolo Pizzoli di Ing.

"I dati di oggi dimostrano che la ripresa dell'attività industriale è in atto, ma è difficile fare previsioni sulla produzione del quarto trimestre sulla base di indici che misurano il sentiment", spiega Marco Valli, precisando che dopo la crescita del 4% nel terzo trimestre rispetto a quello precedente, nel quarto trimestre ci potrebbe essere "una correzione verso il basso".

((Redazione Milano, Reuters Messaging: elisa.anzolin.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129692, milan.newsroom@news.reuters.com))

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_itali