24 aprile 2010 / 11:31 / 7 anni fa

Banco Popolare è sano e supererà problemi del passato - Saviotti

NOVARA, 24 aprile (Reuters) - Il Banco Popolare BAPO.MI è sano e più forte di quanto viene comunemente ritenuto, e ha i mezzi sufficienti per superare i problemi del passato e per guardare con serenità al futuro.

Ne è convinto l'AD, Pier Francesco Saviotti, nel suo intervento nel corso dell'assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio 2009 e al rinnovo parziale del consiglio di sorveglianza.

L'assemblea-evento si tiene quest'anno a Novara rispettando il principio statutario dell'alternanza, otto anni dopo l'ultima assemblea della Banca Popolare di Novara come istituto autonomo e vede, al momento, circa 8.000 presenze e 13.000 voti (con le deleghe).

Numeri "veramente imponenti", come ha commentato il presidente del Cds, Carlo Fratta Pasini, e che pongono l'assise come la più partecipata della storia economica italiana.

"Il Banco è vivo e vegeto ed è più forte di quanto comunemente si pensi. E' in grado di sostenere i problemi, che ci sono ma che stiamo affrontando; è in grado di amministrare il retaggio del passato, ha mezzi sufficienti e competenze per farlo", ha detto Saviotti dopo avere illustrato ai soci i numeri del bilancio 2009 che ha visto un ritorno all'utile netto (267 milioni da una perdita di 333,4 milioni) e alla distribuzione del dividendo (8 centesimi).

L'AD ha sottolineato in particolare il lavoro svolto per il miglioramento della qualità del credito e per la riorganizzazione di Italease con la creazione di due nuove società (Alba Leasing e Release) e il successivo delisting al termine dell'Opa residuale.

Nello specifico, ha ricordato le negoziazioni per ridurre il portafoglio dei crediti dubbi di Italease che, includendo oltre agli accordi già perfezionati quelli in corso di perfezionamento, dovrebbero fare scendere l'ammontare di sofferenze e incagli lordi di circa 1,8 miliardi di euro dal valore di fine 2009.

"Certamente ci vuole del tempo, Italease non si risolve in tre balletti, ne usciremo rallentati nella crescita ma indenni", ha detto Saviotti.

Il banchiere ha parlato inoltre della struttura patrimoniale del gruppo, rafforzato grazie anche all'emissione di Tremonti Bond e del convertibile, ribadendo l'impegno per un ulteriore rafforzamento dei ratios, anche in vista delle nuove regole di Basilea.

"Certo, il Tremonti bond costa e dobbiamo programmarci per rimborsarlo il più velocemente possibile. Abbiamo tempo fino a luglio 2013 ma non è escluso di chiuderlo anche prima, non ci manca la liquidità", ha detto Saviotti.

"Mi sento tranquillo, non è un ottimismo di maniera, ma ci sono i numeri che parlano e che sono già decorosi oggi e che, visti in prospettiva in un contesto economico più vivace, mi danno il destro per dire che il Banco c'è e vincerà la sfida contro gli errori del passato", ha concluso.

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