Pop Milano,governance richiede passo indietro sindacati-Mazzotta

sabato 25 aprile 2009 13:30
 

MILANO, 25 aprile (Reuters) - I sindacati interni alla Banca Popolare di Milano (PMII.MI: Quotazione) devono fare un passo indietro, se vogliono contribuire a rafforzare il modello di goverance cooperativo della banca.

Lo ha detto il presidente uscente dell'istituto milanese, Roberto Mazzotta, nel corso del proprio intervento durante l'assemblea dei soci, che al momento vede oltre 4000 presenze, per l'approvazione del bilancio e la nominare il nuovo Cda.

Sottolineando l'importanza del tema relativo al governo societario della banca, Mazzotta ha detto "che la cooperativa va resa più forte, sana, trasparente, giusta e egualitaria" e che "questo richiede un passetto indietro da parte delle sigle sindacali se vogliono aiutare la base a salvare la cooperativa e riprendere l'amicizia con il mercato".

Mazzotta ha quindi ribadito le forti critiche alla predominanza dei sindacati che, a suo parere, condizionano le scelte del consiglio di amministrazione e le carriere dei dipendenti.

"Non è una cosa che ho scoperto ieri, ma nella fase di sviluppo della banca l'insistenza e la pervasività è diventata molto forte", ha spiegato ricordando in particolare gli ostacoli interni che hanno portato al fallimento del progettto di fusione con Pop Emilia Romagna (EMII.MI: Quotazione).

"La cooperativa è una società senza padroni nè tantomeno padroncini; è una società di eguali [...] non ci sono soci di serie A e di serie B", ha aggiunto.

Mazzotta ha quindi evidenziato il potenziale conflitto di interessi del candidato concorrente alla presidenza, Massimo Ponzellini.

"Non puoi dire che non esiste il conflitto di interessi basandoti su un parere legale. Serve un parere morale e di opportunità [...] è una posizione che non si può tenere" ha detto Mazzotta rivolgendosi direttamente al presidente di Impregilo IPGI.MI.

Infine, a caccia del suo terzo mandato, Mazzotta conclude il suo intervento lanciando un appello ai soci: "Ricordo che oggi è il 25 aprile, giorno della Liberazione. C'è chi dice che è la festa di tutti ma io sono all'antica e penso che sia la festa di chi ha lottato per la libertà. Il mio appello è soprattutto rivolto ai soci dipendenti e chi arriva da lontano: votate per la libertà e la dignità del vostro lavoro, non per la tessera".