31 luglio 2009 / 06:23 / 8 anni fa

PUNTO 2-Eni,netto adjusted trim2 -60%,cedola 0,50, titolo crolla

(Aggiunge dichiarazioni Scaroni, andamento titolo, commento analista)

di Giancarlo Navach

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Il gruppo Eni (ENI.MI) chiude il secondo trimestre del 2009 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 900 milioni di euro, in calo del 60% rispetto allo stesso periodo 2008, mentre sul semestre il ribasso si attesta al 49,8% pari a 2,66 miliardi.

Il consensus Reuters con 9 analisti indicava una media di utile netto di 938 milioni.

L'utile netto nel trimestre, spiega un comunicato, è pari a 830 milioni di euro, in flessione del 75,8%, mentre a livello semestrale è di 2,74 miliardi (-59,5%).

Il Cda del gruppo, sulla base dei risultati del primo semestre e delle previsioni per l'intero 2009, ha deciso di proporre un dividendo interim di 0,50 euro per azione, in netta flessione rispetto a 0,65 euro del primo semestre 2008 da mettere in pagamento a partire dal 24 settembre con stacco cedola il 21 settembre.

Ed è proprio il taglio del dividendo che sta penalizzato il titolo a Piazza Affari (-5,7% a 16,69 euro). Il mercato non si aspettava una contrazione della cedola così marcata già nella prima parte dell'anno, ma probabilmente nel secondo semestre.

"Sul titolo pesa il taglio della cedola, ma bisogna considerare che lo scenario è totalmente cambiato rispetto al 2008. Non è da escludere che il management del gruppo possa decidere di recuperare nella seconda metà dell'anno. Bisognerà vedere come saranno i prezzi del petrolio", sottolinea un analista di una banca d'affari straniera.

Mel corso di una conference call con i giornalisti, l'Ad Paolo Scaroni, ha detto che sul dividendo è stato scelto un approccio prudente, adeguato all'attuale contesto. E riguardo al saldo e quindi all'ammontare complessivo della cedola (pari a 1,30 euro nel 2008), non si è sbilanciato.

"Da sempre non facciamo previsioni sulla seconda parte dell'anno. Non l'abbiamo fatta quando i tempi erano buoni, figuriamoci adesso. Ci riteniamo liberi di proporre un saldo dividendo in base alle condzioni che avrenmo in quel momento, non prima di febbraio", ha detto il manager.

SCENARIO A BREVE INCERTO, PREZZO GREGGIO ATTESO 50-60 DLR

Lo scenario di breve termine è ancora incerto, ha rimarcato il manager, "e la nostra strategia resta invariata: continueremo a investire, mantenendo una ferma disciplima finanziaria e garantendo la solidtò del bialncio". D'altronde, in un contesto di profonda recessione mondiale, i prezzi del petrolio sono attesi "relativamente bassi nei prossimi due-tre anni perché la domanda, anche se ci fosse una ripresa nel 2010, richiederà un po' di tempo per eliminare la capcità in eccesso che abbiamo", ha sottolineato Scaroni che vede uno scenario di prezzi del greggio intorno ai 50-60 dollari al barile nei prossimi tre anni.

EBIT TRIM2 -54,3% PESA ANDAMENTO NEGATIVO E&P

Tornando ai conti, nel trimestre l'Ebit del gruppo petrolifero si attesta a 2,55 miliardi euro (2,516 miliardi il consensus), in contrazione del 54,3% rispetto al secondo trimestre 2008. La flessione, spiega il comunicato, è dovuta principalmente al peggioramento della performance operativa del settore Exploration & Production a causa della caduta del prezzo del petrolio e del gas, nonché dei margini di raffinazione nel downstream petrolifero. In miglioramento il risultato dei settori Gas & Power e Ingegneria & Costruzioni.

Nel secondo trimestre la produzione di idrocarburi è scesa del 2,2% a 1,733 milioni di barili al giorno (-1,6% nel semestre) Tali riduzioni sono attribuibili all'impatto dei tagli Opec, ai problemi legati alla situazione di sicurezza in Africa Occidentale, alla minore produzione di gas destinata al mercato europeo, nonché al declino di produzioni mature. Effetti negativi che sono stati parzialmente assorbiti dalla crescita organica registrata in Angola, Congo, Usa, Kazakhstan e Venezuela.

Per l'intero anno la società conferma un tasso di incremento del 2% rispetto al 2008, al netto dei tagli Opec. Raggiungere questo obiettivo, ha sottolineato l'AD, "richiederà uno sforzo particolare nel secondo semestre perché al 30 giugno la crescita non c'è stata, a causa di tre fattori - i tagli Opec, la force majeure in Nigeria e la più debole domanda di gas in Europa - ma siamo fiduciosi che riusciremo a farla".

Se questi fattori straordinari dovessero proseguire, Eni riuscirà comunque ad aumentare la produzione "di uno 0,50-1% in più rispetto all'anno scorso", ha aggiunto.

Nel Gas & Power le vendite di gas mondo, pari a 20,46 miliardi di metri cubi nel secondo trimestre 2009, sono in riduzione del 7,7% rispetto al secondo trimestre 2008 e di 52,81 miliardi di metri cubi nel primo semestre 2009, con una riduzione dello 0,5% rispetto al 2008.

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