July 31, 2009 / 2:31 PM / 8 years ago

SINTESI - Eni riduce a sorpresa cedola interim, titolo crolla

7 IN. DI LETTURA

* Se sem2 simile a sem1 saldo 0,50 per dividendo probabile

* Taglio cedola pesa per 122 mln a Tesoro e per 60 mln a Cdp

* Netto adjusted trim2 meno 60% a 900 milioni

di Giancarlo Navach

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Eni vede peggiorare i risultati del secondo trimestre e decide a sorpresa un taglio della cedola ad interim a 0,50 euro. La riduzione, non scontato dai mercati, sta penalizzando in maniera molto forte il titolo, in rosso per tutta la sedita con punte di ribasso oltre 8%.

A pesare sui risultati l'andamento negativo del settore 'Exploration & Production', unito al forte calo dei prezzi del petrolio e del gas e alla crisi economica mondiale. Il secondo trimestre del 2009 termina con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 900 milioni di euro. Il risultato trimestrale è in calo del 60% rispetto allo stesso periodo 2008, mentre sul semestre il ribasso si attesta al 49,8% con un risultato di 2,66 miliardi.

Il consensus Reuters con 9 analisti indicava una media di utile netto di 938 milioni.

In termini non adjusterd l'utile netto nel trimestre, spiega un comunicato, è pari a 830 milioni di euro, in flessione del 75,8%, mentre a livello semestrale è di 2,74 miliardi (-59,5%).

Il Cda del gruppo ha deciso di proporre un dividendo interim di 0,50 euro per azione, in netta flessione (-23%) rispetto a 0,65 euro del primo semestre 2008.

Mercato Deluso Da Taglio Dividendo, Titolo Cede 8%

Ed è proprio il taglio del dividendo che sta penalizzato il titolo a Piazza Affari (-8,08% a 16,27 euro).

Il mercato non si aspettava una contrazione della cedola così marcata già nella prima parte dell'anno, ma la proiettava probabilmente nel secondo semestre.

"Sul titolo pesa il taglio della cedola, ma bisogna considerare che lo scenario è totalmente cambiato rispetto al 2008", dice a Reuters un analista di una banca d'affari straniera. Secondo un altro analista di una banca d'affari italiana "sul mercato c'è delusione perché le stime sul dividendo che circolavano erano ancora alte".

A questo punto, "sembra difficile che il gruppo possa recuperare nel secondo semestre fino a raggiungere quota 1,30 euro del 2008. Sicuramente non ci riuscirà".

Nel corso di una conference call, prima con i giornalisti e dopo con gli analisti, incalzato dalle numerose domande quasi tutte sul taglio della cedola, l'AD Paolo Scaroni ha più volte ribadito l'approccio prudente, adeguato all'attuale contesto. "La nostra decisione sul dividendo ad interim è stata presa sulla base dei risultati del primo semestre e delle previsioni sul secondo".

"Forse abbiamo sbagliato", ha aggiunto Scaroni riferendosi alle previsioni sul secondo semestre, "si tratta di un interim e la decisione finale sarà presa a febbraio", ha sottolineato.

Quando il gruppo avrà davanti i risultati dell'anno e forse anche i risultati di alcuni contenziosi legali, come quello con la Commissione Ue per i gasdotti Tag e Tenp, oltre al piano strategico 2010-2013, "a quel punto, avendo elementi che ora non ho, proporrò al Cda il dividendo finale che rifletterà un approccio prudente. Se dovessimo avere risultati simili a quelli del primo semestre, l'eventualità di ripetere lo stesso dividendo è molto probabile", ha detto l'Ad, sottolineando che il livello di 0,50 euro non è un "floor".

Su una cosa il manager ha però voluto sgombrare il campo: "Non fa parte della nostra strategia di oggi e di domani distribuire le riserve. Mantenere l'obiettivo di crescita e, allo stesso tempo, distribuire le riserve sarebbe una contraddizione. Puntiamo a un rendimento del dividendo superiore, fra i primi tre del settore, avendo però in testa che è il terzo dei nostri obiettivi, prima vengono un forte credit rating e mantenere il finanziamento del capex".

SCENARIO A BREVE INCERTO, PREZZO GREGGIO ATTESO 50-60 DLR

Lo scenario di breve termine è ancora incerto, ("La crisi ci ha sorpreso per la sua forza", ha rimarcato il manager). E tuttavia la strategia del gruppo non cambia: "Continueremo a investire, mantenendo una ferma disciplima finanziaria e garantendo la solidità del bilancio". D'altronde, in un contesto di profonda recessione mondiale, i prezzi del petrolio sono attesi "relativamente bassi nei prossimi due-tre anni perché la domanda, anche se ci fosse una ripresa nel 2010, richiederà un po' di tempo per eliminare la capcità in eccesso che abbiamo", ha sottolineato Scaroni che vede uno scenario di prezzi del greggio intorno ai 50-60 dollari al barile nei prossimi tre anni.

EBIT TRIM2 -54,3% PESA ANDAMENTO NEGATIVO E&P

Tornando ai conti, nel trimestre l'Ebit del gruppo petrolifero si attesta a 2,55 miliardi euro (2,516 miliardi il consensus), in contrazione del 54,3% rispetto al secondo trimestre 2008. La flessione è dovuta principalmente al peggioramento della performance operativa del settore Exploration & Production a causa della caduta del prezzo del petrolio e del gas, nonché dei margini di raffinazione nel downstream petrolifero. In miglioramento il risultato dei settori Gas & Power e Ingegneria & Costruzioni.

Idrocarburi, Crescita 2009 Attesa Almeno 0,5-1%

Nel secondo trimestre la produzione di idrocarburi è scesa del 2,2% a 1,733 milioni di barili al giorno (-1,6% nel semestre). Per l'intero anno la società conferma un tasso di incremento del 2% rispetto al 2008, al netto dei tagli Opec. Raggiungere questo obiettivo, ha sottolineato il numero uno del gruppo, "richiederà uno sforzo particolare nel secondo semestre perché al 30 giugno la crescita non c'è stata, a causa di tre fattori - i tagli Opec, la force majeure in Nigeria e la più debole domanda di gas in Europa - ma siamo fiduciosi che riusciremo a farla".

Se questi fattori straordinari dovessero proseguire, Eni riuscirà comunque ad aumentare la produzione "di uno 0,50-1% in più rispetto all'anno scorso", ha concluso.

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