January 30, 2009 / 5:04 PM / 8 years ago

PUNTO 1-Parmalat, Ebitda 2008 in calo a 316 mln, fatturato +1,2%

3 IN. DI LETTURA

(aggiunge dettagli da nota e conference call)

MILANO, 30 gennaio (Reuters) - Parmalat (PLT.MI) archivia il 2008 con un Ebitda consolidato in calo del 13,7% a 316,3 milioni di euro, appena sopra gli obiettivi indicati dal gruppo.

Il fatturato netto, si legge in una nota sui risultati preliminari, si attesta a 3.909,5 milioni, in rialzo dell'1,2%. A cambi costanti il fatturato è pari a 4.128,7 milioni, +6,9%.

A novembre, in occasione dei risultati dei nove mesi, Parmalat aveva annunciato una nuova revisione al ribasso della guidance 2008. L'Ebitda dell'esercizio era stimato tra i 310 e i 315 milioni di euro e il fatturato in crescita del 2,4% al netto dell'effetto cambio.

"Come avete visto dal comunicato, i nostri risultati sono in linea con le nostre attese", ha commentato l'AD Enrico Bondi in apertura della conference call sui dati.

L'utile netto della capogruppo per il 2008 è atteso tra 610 e 615 milioni. Il risultato netto tiene conto dell'effetto netto delle poste non ricorrenti di 510 milioni, spiega la nota, precisando che si tratta delle transazioni dedotti i costi legali e impairment.

Le disponibilità finanziarie nette del gruppo al 31 dicembre 2008 ammontano a 1.110,1 milioni.

La cessione di Newlat ha comportato una diminuzione del fatturato di 72,6 milioni.

Sul fronte delle vendite, "nei mercati maturi i volumi sono stati condizionati dallo sviluppo delle private label e dall'aumento della pressione competitiva, mentre nei mercati emergenti la crisi economica ha limitato la crescita dei consumi", si legge nella nota.

Parmalat comunque "ha saputo reagire contrastando attraverso la politica dei prezzi di vendita i fenomeni di aumento del costo della materia prima e di diminuzione dei volumi. Il miglioramento del mix ha contribuito a limitare l'effetto negativo della diminuzione dei volumi".

Il margine operativo lordo ha beneficiato, nel secondo semestre, del recupero dell'Australia e del buon andamento del Canada, penalizzato tuttavia dal rafforzamento dell'euro verso il dollaro canadese. Negativi invece i risultati del Sud Africa per una forte spinta inflazionistica sui costi dei fattori produttivi, solo in parte trasferita sui prezzi di vendita.

Il titolo ha chiuso la seduta in rialzo del 2,35% a 1,264 euro. Vivaci i volumi, quasi tre volte la media degli ultimi 30 giorni.

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