30 aprile 2009 / 17:06 / 8 anni fa

SINTESI - Intesa SP, crisi non è finita ma in 2009 torna cedola

TORINO, 30 aprile (Reuters) - La crisi finanziaria non è finita ma Intesa Sanpaolo (ISP.MI) conta di avere nel 2009 un utile robusto e di tornare alla distribuzione del dividendo dopo la pausa di quest'anno.

Sarà inoltre varato il nuovo piano triennale 2009-2011 che, come di consueto, aggiorna gli obiettivi dell'ultimo anno del piano precedente, per la fine dell'estate quando le previsioni macroeconomiche si saranno assestate.

E' questo il messaggio trasmesso ai soci nel corso dell'assemblea ordinaria annuale dai vertici dell'istituto chiamati dai piccoli azionisti a difendere le scelte fatte nell'ultimo anno in particolare la mancata distribuzione del dividendo - "scelta obbligata" - e l'adesione ai Tremonti bond.

"La crisi finanziaria non è finita. Non sappiamo quanto durerà e quanto grave ancora sarà", ha detto Passera prevedendo però per l'anno in corso "un utile robusto e distribuibile" anche se inferiore al 2008, come evidenziato nelle slide consegnate ai soci.

L'anno in corso vedrà rettifiche su crediti in aumento rispetto al 2008 ma non sono attese ulteriori significative svalutazioni.

L'AD Corrado Passera ha sgombrato il campo dai dubbi su possibili nuovi tagli del personale. "Non ci sono altre riduzioni del personale oltre a quelli già concordati nei nostri programmi di riduzione dei costi", ha detto.

SOSTEGNO A MANAGEMENT, INFONDATA TESI PREDOMINIO MILANO

Giovanni Bazoli, nel discorso introduttivo, ha evidenziato "il convinto apprezzamento" giunto al management dal consiglio di sorveglianza, da lui presieduto, e dal consiglio di gestione guidato da Enrico Salza, pur a fronte di un anno difficile.

Salza ha invece sottolineato "il lavoro di squadra" come asset "prezioso e vincente" e la coesione del gruppo.

Sulla questione della contrapposizione tra le due anime della banca, Milano e Torino, Bazoli ha definito "infondata" la preoccupazione di una prevalenza del capoluogo lombardo.

"A Torino c'è la sede legale, si svolge l'assemblea, la sede della Banca dei Territori e questo a prescidere dal ruolo importante che, come certi fatti recenti confermano, ha Compagnia Sanpaolo rispetto agli altri azionisti", ha detto.

ZALESKI A 2,5%, AGRICOLE-GENERALI SI ATTENDE PUBBLICAZIONE

La novità della giornata è stata l'informativa sull'aggiornamento della quota in mano a Romain Zaleski, passata al 2,5% dal 4,6%.

L'aggiornamento, secondo quanto illustrato da Bazoli, è stato comunicato il 24 aprile su richiesta della stessa Intesa Sanpaolo per fornire in assemblea una rappresentazione corretta della mappa dei soci con più del 2%.

Sull'accordo di consultazione, annunciato sempre il 24 aprile, tra Agricole (CAGR.PA) e Generali (GASI.MI) che l'anno prossimo presenteranno una lista comune per il consiglio di sorveglianza, Bazoli ha rinviato alla sua pubblicazione per le eventuali valutazioni.

"Quando questo accordo sarà pubblicato saremo in grado di valutarne la portata", ha detto, aggiungendo che gli risulta che anche l'Antitrust "attende la pubblicazione per valutarne l'impatto sul contenuto del provvedimento autorizzativo".

Due parole anche in merito al 42,6% detenuto in Bankitalia in carico per 629 milioni, "un'anomalia ma non un conflitto di interesse che però cristallizza l'investimento", secondo Bazoli.

"Siamo assolutamente disponibili a risolvere questo problema e interessati e disponibili a farlo nei modi stabiliti dalle autorità", ha aggiunto.

NESSUN LIMITE A CREDITO, TRE-BOND ALLARGANO RAGGIO D'AZIONE

Intesa Sanpaolo non ha mai posto limiti alla sua attività creditizia e con l'adesione ai Tremonti bond "si allarga lo spazio per crescere nel campo del credito", ha spiegato Passera.

"E' un prodotto assolutamente ragionevole con il grande vantaggio di non chiedere soldi agli azionisti e di essere rimborsabile in qualsiasi momento senza oneri", ha detto.

Rispondendo poi a domande specifiche sugli investimenti passati e presenti della banca, Passera ha difeso a spada tratta tutte le scelte fatte.

Il manager si è dichiarato "orgoglioso" di aver sostenuto Fiat FIA.MI nel momenti di difficoltà e in particolare nel 2003, perché se un'azienda può essere risanata "è meglio farlo".

Questo proprio pochi minuti prima che il presidente degli Usa Barack Obama annunciasse l'accordo della casa torinese con Chrysler.

Rcs (RCSM.MI) vive "un momento di difficoltà come tutti gli editoriali ma ha l'energia per rilanciarsi e una serie di marchi che ne fanno un operatore di successo", mentre Telecom (TLIT.MI) "è un'azienda che può dare molto all'innovazione del paese", ha spiegato.

L'operazione Alitalia, infine, non è partita dalla necessità di recuperare i crediti verso Airone, ha poi sottolineato Passera. "Non si mettono soldi in aziende che non hanno possibilità di recupero ma lo si fa quando ci sono gli imprenditori, un progetto e le condizioni per un rilancio e siamo convinti, come altri, che ci sono queste possibilità", ha spiegato.

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