September 29, 2009 / 7:03 PM / 8 years ago

PUNTO 1 - UniCredit opta per aumento 4 mld, niente Tremonti bond

5 IN. DI LETTURA

* Core Tier 1 pro-forma sale sopra range obiettivo

* Su dividendo decisione dopo chiusura esercizio

* Per cessione quota Generali verrà chiesta proroga

di Gianluca Semeraro e Ian Simpson

MILANO, 29 settembre (Reuters) - Il cda di Unicredit (CRDI.MI) ha deciso di seguire la strada dell'aumento di capitale, fino a 4 miliardi di euro, per rafforzare la base patrimoniale dell'istituto, declinando, come era nelle previsioni del mercato, la possibilità di emettere Tremonti Bond e strumenti analoghi in Austria.

Lo si legge in una nota emessa al termine del cda di oggi.

"Quello che è stato fatto in marzo è stato molto importante", sottolinea l'AD Alessandro Profumo in un'intervista a Reuters riferendosi ai Tremonti bond ma la banca si trova ora "in una posizione molto buona per sostenere l'economia".

"Le autorità sono state informate che il board avrebbe discusso del tema e fatto una scelta", aggiunge.

Nessun rischio di polemica con il ministro Giulio Tremonti, secondo Profumo. "Penso, e sono in linea con il nostro governo su questo, che le banche debbano avere una base patrimoniale più solida per essere pronte a sostenere di più l'economia reale e finanziare l'eventuale crescita in termini di domanda di impieghi", dice.

Contrariamente alle attese, non si alza il velo sui dettagli dell'aumento, che avrà un impatto positivo sul Core Tier 1 - a fine giugno a 6,85% - di circa 80 pb. Una assemblea dei soci attorno a metà novembre sarà chiamata a dar delega al cda di definire prezzo e numero delle azioni da emettere.

Con l'aumento "il Core Tier 1 pro forma è al 7,65% che è un po' più alto dell'obiettivo che ci eravamo posti tra 7 e 7,5%. Quindi ci sentiamo in una posizione molto tranquilla", spiega Profumo.

La nota UniCredit sottolinea che, nonostante si sia scelto di non ricorrere all'aiuto del Mef e del ministero delle Finanze austriaco, "il consiglio ha espresso apprezzamento per l'importanza delle azioni svolte dai governi che hanno consentito di stabilizzare il sistema finanziario creando le condizioni necessarie per reperire nuove risorse dal mercato dei capitali".

Con le nuove risorse Unicredit continuerà a sostenere l'economia dei paesi in cui opera con particolare attenzione alle Pmi e alle famiglie. Confermata anche la politica retributiva che premia la sostenibilità dei risultati e una prudente gestione del patrimonio aziendale.

L'aumento dovrebbe concludersi entro il primo trimestre 2010.

La proposta prevede l'emissione di azioni ordinarie con godimento regolare da offrirsi in opzione ai soci in possesso sia di azioni ordinarie che di azioni di risparmio.

L'aumento sarà totalmente garantito da un gruppo di banche. Bofa Merrill Lynch e Unicredit Corporate & Investment banking agiranno in qualità di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner mentre Credit Suisse, Goldman Sachs, Mediobanca e Ubs saranno joint bookrunner.

Sulla possibile reazione degli azionisti Profumo non si sbilancia. "Il board ha appena preso la decisione, dobbiamo aspettare", dice. Tuttavia "dal loro punto di vista sarebbe conveniente sottoscrivere l'aumento. Spero che lo facciano".

Qualche giorno fa l'AD aveva dichiarato che se si chiede alle fondazioni, che rappresentano il grosso dell'azionariato, di investire del denaro nella banca, bisogna garantire loro un ritorno sostenibile nel tempo.

Tuttavia per capire se la banca distribuirà dividendi cash quest'anno "dobbiamo chiudere i conti di fine anno e vedere dove siamo in termini di base patrimoniale", spiega Profumo.

Sul fronte dell'eventuale cessione di asset, Profumo ricorda "il processo in corso" sul fronte immobiliare, già discusso in un cda di fine giugno, mentre sulla dismissione del 3,2% di Generali (GASI.MI), la cui deadline è per fine anno, UniCredit chiederà la proroga del termine all'Antitrust.

"Sicuramente non vogliamo vendere con una minusvalenza e quindi chiederemo una proroga visto che il prezzo è sotto il valore di libro", dice.

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