September 29, 2009 / 6:03 PM / 8 years ago

PUNTO 1-Intesa SP, ok a bond Tier1 e dividendo, no Tremonti bond

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(aggiunge dettagli da comunicato)

MILANO, 29 settembre (Reuters) - Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo (ISP.MI) hanno deciso di emettere fino a 1,5 miliardi di euro di Tier 1 e di accelerare e incrementare le azioni di capital management - dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni - previste dal piano d'impresa per garantire al gruppo le risorse patrimoniali necessarie a una crescita dell'attività creditizia anche superiore a quella oggi prevedibile.

Potendo quindi contare su risorse patrimoniali adeguate alla crescita, i consigli hanno deciso di non dare ulteriore corso alla procedura avviata lo scorso 20 marzo per l'emissione dei cosiddetti Tremonti bond, si legge in una nota.

"I consigli hanno rinnovato il loro apprezzamento per l'iniziativa del governo, la cui dichiarata disponibilità a sottoscrivere i Tremonti Bond nel momento di massima incertezza della crisi ha concretamente aiutato il sistema bancario italiano nel superare una fase di mercato molto difficile e rischiosa", dice il comunicato.

No Aumento Capitale, Si' a Dividendo Gia' Su 2009

Sulla base delle evoluzioni sia interne sia di mercato, Intesa Sanpaolo afferma di essere in grado di raggiungere e andare oltre gli obiettivi di patrimonializzazione con risorse proprie.

La banca conferma l'intendimento di mantenere strutturalmente il gruppo su livelli non inferiori al 7% di Core Tier 1 ratio e all'8% di Tier 1 ratio per i prossimi anni anche in caso di riavvio della crescita nell'attività creditizia, senza necessità di procedere ad aumenti di capitale e "riprendendo la distribuzione dei dividendi anche alle azioni ordinarie già nel 2010 per l'esercizio 2009".

Attraverso l'emissione di Tier1 Intesa Sanpaolo avrà da subito un rafforzamento patrimoniale fino a 40 punti base.

E' stato poi deciso di sostituire in tempi brevi l'effetto "provvisorio" dei Tremonti Bond di 100 punti base con effetti strutturali - almeno di pari importo - derivanti da operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche.

La banca perseguirà quindi ulteriori azioni di capital management capaci di portare un rafforzamento patrimoniale di almeno altri 100 centesimi di punto, "nel caso in cui la crescita dell'attività creditizia fosse superiore alle attese e/o i regolatori richiedessero capital ratios relativamente più elevati rispetto ai valori raggiungibili dal gruppo a seguito delle predette decisioni", dice la nota.

In base alle ultime analisi, Intesa Sanpaolo dichiara infatti di avere a disposizione ben oltre 200 punti base di Core Tier 1 ratio e Tier 1 ratio, da ottenere attraverso operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche.

"La fattibilità di queste operazioni è oggi molto superiore a quella di inizio anno", sottolinea la nota, precisando che l'ammontare delle attività non strategiche è salito rispetto alle stime iniziali a oltre 11/15 miliardi di euro, a seconda che si consideri il valore di libro o un ragionevole valore di mercato.

Con i livelli di Core Tier 1 ratio e Tier 1 ratio attuali e e con il contributo anche solo di metà delle operazioni possibili (ossia almeno 100 punti base), il gruppo è patrimonialmente in grado di far fronte al livello di crescita prevedibile dei crediti e a un ulteriore aumento degli impieghi di oltre 60 miliardi di euro, "incremento per altro difficilmente immaginabile a breve termine anche in caso di un riavvio dell'economia molto sostenuto".

Tremonti Bond Oggi Diventati Piu' Costosi

Intesa Sanpaolo sottolinea inoltre che i Tremonti bond, con il progressivo calo dei tassi di mercato e con il riavvio delle emissioni di strumenti ibridi di capitale, sono diventati relativamente più costosi. Il costo di 4 miliardi di Tremonti bond sarebbe stato pari a un minimo di 340 milioni all'anno (massimo di 600 milioni), corrispondente a un costo ante imposte - e quindi confrontabile con gli altri strumenti di mercato - minimo del 12,6% (massimo del 22,2%), si legge nella nota.

In tutto il mondo, evidenzia poi la nota, numerose banche aiutate dai rispettivi governi hanno iniziato a restituire i fondi ricevuti. "Il mercato avrebbe quindi avuto notevole difficoltà a interpretare la decisione di ricorrere oggi ad interventi dello Stato da parte di Intesa Sanpaolo, che si è contraddistinta" per il basso indebitamento, la liquidità e il basso profilo di rischio.

Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo hanno infine confermato l'impegno a supportare l'economia anche nelle fasi più critiche e a promuovere tutte le possibili iniziative per favorire la crescita.

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