July 31, 2009 / 1:04 PM / 8 years ago

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper luglio 2009

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MILANO, 31 luglio (Reuters) - Il consolidamento in luglio del trend rialzista delle borse ha convinto i gestori italiani a confermare il peso dell'equity in portafoglio, cercando di posizionarsi su settori e aree geografiche che dovrebbero performare meglio se la ripresa economica sarà confermata. Date le incognite sui prossimi mesi, i fund manager restano però pronti a un riposizionamento su bond e liquidità.

Il sondaggio mensile Reuters Lipper sull'asset allocation dei fondi che operano in Italia conferma il peso medio dell'equity al 48,5% (50% in mediana), mentre i bond risalgono al 41,6% medio (dal 40% di giugno) e la liquidità cala al 9,3% (fare doppio click su [ID:nLS42085] per la tabella).

Marco Bonifacio, gestore di Zenit Sgr dice: "Abbiamo una posizione neutrale rispetto all'azionario. Da un lato, abbiamo una visione positiva sul lungo termine; dall'altro, riteniamo che dopo il rally degli ultimi mesi ci sia spazio per un consolidamento".

In ottica dei prossimi tre mesi, le incognite che restano invitano alla prudenza e cresce il numero di quanti prevedono di ridurre il peso dell'azionario (22,2% del campione da nessuno il mese scorso), tornando a comprare bond (l'11,11% del campione vuole incrementarne il peso, mentre nessuno ritiene di ridurlo) e cash (il 22,22% vuole comprare liquidità, ma c'è anche un 33,33% che prevede di tagliarne il peso in portafoglio).

Fra gli strumenti di debito piacciono soprattutto i corporate bond: il 66,67% è in sovrappeso su questa asset class e il 22,22% vuole incrementarne ulteriormente la presenza in portafoglio nei prossimi tre mesi.

Sui corporate bond "siamo molto positivi, in particolare quelli europei", prosegue Bonifacio, pur sottolineando che il gran numero di emissioni che sta arrivando sul mercato "costituisce un fattore di rischio da tenere a mente".

Analizzando la componente equity del portafoglio e guardando ai settori, si nota ad oggi un sottopeso dei business ciclici, di banche e assicurativi, società legate alle materie prime, beni di largo consumo e servizi. Continuano a piacere i comparti difensivi, come farmaceutici e tlc. Non si registra un'inversione di tendenza sull'immobiliare, settore che rimane tabù.

Molta incertezza sui comparti da privilegiare nei prossimi tre mesi: crescono le risposte che non esprimono un'opinione: una percentuale variabile fra il 22,22% e il 44,44% non si è pronunciata. Fra quanti hanno fornito un'indicazione, si conferma la volontà di incrementare le posizioni sui business ciclici, soprattutto industriali, in vista di un consolidamento della ripresa.

"A partire da marzo abbiamo incrementato gradualmente l'aspetto ciclico del portafoglio, per anticipare il rimbalzo", afferma Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM Sgr. "Un paio di mesi fa, avevamo cominciato a ridurre questa posizione perché le valutazioni dei difensivi erano tornate interessanti".

Scomponendo il portafoglio azionario per aree geografiche, emerge una tendenza attuale a sovrappesare Stati Uniti (44,44%) e Giappone (55,56%), mentre cresce leggermente il numero di quanti comprano obbligazioni della zona euro (22,22% di sovrappeso). Fra i bond governativi, "preferiamo l'area euro agli Usa", afferma Bertoncini.

Ancora in materia di equity, i gestori interpellati ritengono di averne sufficientemente incrementato il peso in vista dei prossimi tre mesi. C'è, però, un buon numero di fund manager che vede margini di crescita per l'azionario della zona euro (il 44,44% del campione intende incrementarne il peso), mentre cala l'appeal delle borse Usa (11,11% di sovrappeso) e giapponese (11,11%).

Wall Street, però, rappresenta un magnete per alcuni manager. Dopo l'estate, spiega Bertoncini, "vediamo una ricostituzione delle scorte, che dovrebbe guidare, insieme allo stimolo fiscale, il recupero negli Stati Uniti, con un incremento della produzione industriale".

L'economia americana è in anticipo rispetto a quella europea, prosegue il gestore, sebbene le borse del Vecchio Continente abbiano il vantaggio di valutazioni a sconto, che, però, sinora "non hanno costituito un catalizzatore" d'acquisti.

In netta contrazione il numero di gestori che punta ad aumentare l'esposizione agli azionari dei Paesi emergenti di Europa (22,22% di sovrappeso), Asia (11,11%) e America Latina (nessun gestore intende incrementarne il peso).

"I mercati asiatici, soprattutto la Cina, hanno corso molto", argomenta Bonifacio di Zenit. "C'è chi parla di bolla, è diventato pericoloso entrare adesso".

Credit Agricole AM conferma: "Abbiamo preso beneficio sulle posizioni aperte nei mesi scorsi su quest'area e non le abbiamo riaperte".

Il prossimo sondaggio Reuters Lipper sull'asset allocation in Italia sarà in rete a fine settembre.

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