28 agosto 2009 / 16:20 / tra 8 anni

PUNTO 1 - Impregilo, netto sem1 a 55 mln, conferma target anno

(aggiunge dettagli da presentazione)

MILANO, 28 agosto (Reuters) - Impregilo IPGI.MI chiude il primo semestre con un utile netto di 55,3 milioni di euro e conferma i target per fine anno.

Il gruppo punta nel prossimo triennio ad aumentare il peso dei suoi ricavi all‘estero e guarda in particolare a quei paesi in cui il rincaro del petrolio potrebbe rilanciare gli investimenti, come gli Emirati Arabi.

Il risultato netto, si legge in una nota, si confronta con un utile di 149,7 milioni registrato nel corrispondente periodo 2008, che aveva beneficiato di plusvalenze. A confronto omogeneo con lo stesso periodo dell‘esercizio precedente il dato evidenzia un miglioramento di circa 14 milioni con una crescita di oltre il 30%.

I ricavi totali del gruppo ammontano a 1,43 miliardi di euro con una crescita dell‘8,4. L‘Ebit è positivo per 91,6 milioni da 97 milioni.

L‘indebitamento finanziario netto è pari a 167,6 milioni rispetto a una posizione finanziaria netta positiva di 42,6 milioni al 31 dicembre 2008.

Il portafoglio complessivo di gruppo ammonta a 20,4 miliardi, di cui 9,2 miliardi nei settori Costruzioni e Impianti e 11,2 miliardi relativi al portafoglio a vita intera del settore Concessioni. Sono stati registrati nuovi ordini per 4,8 miliardi.

“Per l‘esercizio attualmente in corso, il gruppo ritiene di poter mantenere profili di redditività operativi positivi”, si legge nella nota. “Allo stato attuale, in assenza di fatti o eventi ad oggi non prevedibili, non si ritiene sussistano particolari criticità nel conseguimento degli obiettivi comunicati al mercato per l‘esercizio 2009”.

PUNTA A 70% RICAVI DA ESTERO IN TRIENNIO

Il gruppo “ha prospettive di crescita importanti, in particolare all‘estero”, ha affermato il presidente Massimo Ponzellini durante la presentazione dei risultati alla stampa.

Da parte sua, l‘AD Alberto Rubegni ha sottolineato che “nel triennio 2010-2012 il settore Italia dovrebbe arrivare a pesare sotto il 30% dei ricavi, intorno al 28-29%, con il 70% proveniente dall‘estero”. Attualmente i ricavi dell‘Italia contano per il 37%.

“Per noi il rialzo del petrolio è importante perché operiamo in paesi che hanno una grossa dipendenza dai piani di produzione di petrolio”, ha aggiunto. Il rincaro del greggio “consente a questi paesi di avviare piani di investimento importanti”.

Ponzellini ha quindi indicato gli Emirati Arabi come nuovo obiettivo dopo Panama, dove il consorzio guidato dalla spagnola Sacyr Vallehermoso SVO.MC e da Impregilo si è aggiudicato la commessa da 3 miliardi di dollari per espandere il Canale.

Sempre a Panama, “ci stiamo qualificando per un altro lotto che dovrebbe uscire a breve”, ha detto Rubegni con riferimento a un lotto del valore di 400-500 milioni di dollari che dovrebbe andare in gara per un‘opera che si collega al Canale.

Quanto all‘Italia, “siamo in attesa di nuove commesse che dovrebbero partire nel 2010”, ha sottolineato l‘AD citando il Ponte sullo stretto di Messina, la Tem (Tangenziale est esterna di Milano), la Pedemontana Lombarda. “Sono però progetti che non hanno la velocità di esecuzione di quelli esteri, l‘iter burocratico e organizzativo è più complesso”.

Per il Ponte è atteso entro settembre l‘inizio delle attività di ingegneria, mentre le opere preliminari dovrebbero partire entro il 2010, hanno ricordato i vertici.

Il titolo ha chiuso in rialzo dell‘1,4% a 2,8875 euro.

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