PUNTO 1 - Mps, Fondazione contraria a politica dividendo zero

lunedì 26 gennaio 2009 15:08
 

(aggiunge dettagli)

ROMA, 26 gennaio (Reuters) - Fondazione Mps, principale azionista di Banca Mps (BMPS.MI: Quotazione) con il 56,8%, ha detto che sarebbe contraria a una politica di dividendo zero da parte della banca e che sarebbe pronta a sostenere un eventuale aggiornamento del piano industriale.

"Per la politica dei dividendi ci sono necessità della banca che vanno tenute presenti, ma anche necessità della Fondazione. Bisogna trovare una sintesi, diversamente non saremmo d'accordo", ha detto il presidente della Fondazione Gabriello Mancini, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle linee strategiche 2009.

A chi ha poi chiesto se questo significa che la Fondazione voterebbe contro una decisione della banca di non distribuire quest'anno dividendo, Mancini ha ribadito: "Non vedo perché la banca dovrebbe prendere questa decisione".

"Se c'è da rivisitare il piano industriale non siamo pregiudizialmente contrari, d'altra parte è cambiato il mondo. Se c'è da aggiornarlo siamo pronti", ha aggiunto.

Il piano industriale della Banca Mps per il 2009-2011 prevede forti sinergie dall'integrazione con banca Antonveneta, acquistata lo scorso anno per 9 miliardi di euro e il mantenimento di un payout ratio mediamente attorno al 50%. L'operazione di acquisizione è stata finanziata con un aumento di capitale da 5 miliardi a cui ha partecipato per la sua quota la Fondazione. Tra gli obiettivi del piano industriale c'è anche quello di riportare in equilibrio sopra il 6% il rapporto patrimoniale Tier 1 ratio. Per fare questo la banca ha in programma dismissioni di attività non strategiche, la cessione di sportelli, chiesta anche dall'antitrust, ma potrebbe anche utilizzare, se ce ne saranno le condizioni, il nuovo bond previsto dal decreto anti crisi che verrebbe sottoscritto dal Tesoro a rendimenti crescenti a partire dal 7,5%.

"Per il 2009 ci aspettiamo che il piano dia i risultati. Lo abbiano condiviso, abbiamo fiducia nel management ma questo non vuol dire una delega in bianco. Svolgiamo continuamente e con forza il nostro ruolo di azionisti", ha detto Mancini.

"Vedremo a fine esercizio, un esercizio che segna anche la fine del mandato degli attuali amministratori", ha aggiunto.

Presidente e consiglio di amministrazione della banca devono essere rinnovati in occasione dell'assemblea di fine aprile.

Il primo agosto 2009 scade invece il presidente della Fondazione e gli organi principali, la deputazione generale e la deputazione amministratrice.