25 marzo 2009 / 08:25 / 8 anni fa

PUNTO 2 - Ubi, utile netto 2008 a 69 mln, Core Tier 1 al 7,1%

(aggiunge dichiarazioni ceo Massiah in paragrafi 5, 9, 10, 12, 13)

MILANO, 25 marzo (Reuters) - UBI Banca (UBI.MI) ha chiuso il 2008 con un utile netto di 69 milioni di euro (rispetto ai 940,6 milioni dell‘esercizio precedente) dopo svalutazioni delle attività disponibili per la vendita per 480,7 milioni di euro.

Il risultato normalizzato, ovvero al netto delle voci non ricorrenti, registra un calo del 44,8% a 425,3 milioni di euro.

In una nota la banca ha anche comunicato che all‘assemblea sarà proposto un dividendo di 0,45 euro per azione rispetto alla cedola per 0,95 euro distribuita l‘anno scorso.

Dopo i dividendi e le svalutazioni delle attività disponibili alla vendita che includono le partecipazioni in Intesa Sanpaolo (ISP.MI), A2A (A2.MI) e nel London Stock Exchange (LSE.L), il Core Tier 1 si attesta al 7,09% dal 7,02% di fine giugno 2008.

Sulla quota di Intesa Sanpaolo il ceo Victor Massiah ha sottolineato come sia “storica”, risalendo al 1982, e che negli anni scorsi ha dato tante soddisfazioni alla banca.

Nel periodo, il margine di interesse è cresciuto dell‘11% a 2.982,1 milioni di euro e le commissioni nette sono scese del 12,5% a 1.188,3 milioni.

Il Cda ha inoltre approvato delle operazioni di ottimizzazione del patrimonio e di rafforzamento del funding attraverso l‘emissione di obbligazioni convertibili per massimi 640 milioni per la durata di quattro anni e l‘assegnazione gratuita di un warrant ogni azione Ubi detenuta alla data di stacco del dividendo.

A due anni dall‘assegnazione, potrà essere sottoscritta una azione UBI Banca ogni 20 warrant detenuti, ad un prezzo da definire.

La banca non farà invece ricorso ai Tremonti bond. “Non diciamo che non ci piacciono, ma che non ne abbiamo bisogno, visti i nostri livelli di Core Tier 1”, ha detto Massiah, sottolineando che l‘emissione dei bond convertibili non serve per acquisizioni.

“Poco probabile” anche un‘eventuale acquisizione di sportelli messi in vendita da Mps (BMPS.MI) a causa del prezzo, ha spiegato il banchiere.

Per il 2009 - anno in cui UBI vede margine di interesse e commissioni in significativa contrazione - è stato lanciato un piano di ulteriore controllo dei costi e razionalizzazione delle filiali e ci si aspetta un impatto favorevole dalla conclusione del processo di integrazione svolto l‘anno scorso.

Pur non anticipando nulla sul primo trimestre, Massiah, sulla base dell‘andamento dei primi due mesi, si è detto “un po’ meno pessimista” di prima.

Nel corso dell‘anno, quando lo scenario economico e i mercati si saranno stabilizzati, UBI Banca aggiornerà il piano industriale 2007-2010 che avrà un‘estensione temporale almeno fino al 2012 e per il 2009, visto il mutato scenario, avrà ragionevolmente “cifre diverse” rispetto a quelle previste dal vecchio piano.

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