Generali,non mi ricandido, potrei se soci lo chiedono - Bernheim

venerdì 24 aprile 2009 08:14
 

TRIESTE, 24 aprile (Reuters) - Il presidente delle Generali (GASI.MI: Quotazione) Antoine Bernheim non si ricandiderà per un nuovo mandato nel 2010 ma se gli azionisti lo chiedessero e le condizioni di salute lo consentissero potrebbe "infliggersi la dolce violenza".

Lo ha detto lo stesso Bernheim in un'intervista al quotidiano Il Piccolo.

"In generale sono ottimista sulla possibilità di affermare la nostra ambizione di divenire la prima o la seconda compagnia d'Europa. Questa è la sfida del futuro", dice Bernheim.

Sul primo trimestre "le prime indicazioni sul fatturato segnalano che siamo sostanzialmente allineati allo stesso periodo dello scorso anno". Sul 2009 però "è impossibile fare previsioni date le condizioni di mercato", aggiunge.

Tuttavia "soffriamo molto meno dei nostri principali concorrenti perchè meno ci siamo esposti alla cosiddetta finanza creativa dato che non abbiamo comprato titoli tossici né subprime", spiega Bernheim.

Il numero uno del gruppo triestino ribadisce che non c'è bisogno di aumenti di capitale. "Nei periodi di crisi possono presentarsi opportunità di acquisizioni e quindi se ci fossero occasioni eccezionali sapremo trovare le risorse finanziarie", aggiunge sottolineando che Generali ha la credibilità "per chiedere soldi ai soci e al mercato nonostante le condizioni avverse dei mercati".

Sulla governance l'assetto con due amministratori "è corretto" e "criticare la governance è prova di stupidità", rimarca Bernheim.

Sulla joint-venture assicurativa con Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), infine, Bernheim spiega che "volentieri" avrebbe rinnovato l'accordo ma "la maggioranza del cda era contraria".

"Finché ci sarò io Generali resterà comunque azionista devoto e leale di Intesa", aggiunge evidenziando che "dovremo cercare anche altri partners per sviluppare progetti di bancassurance" e auspicando che "un giorno sapremo riprendere in mano un accordo di bancassurance con Intesa".

Per ciò che riguarda l'estero, in Russia "abbiamo colloqui con l'azionista di maggioranza di Ingosstrakh" che "fino ad oggi non hanno avuto esito".