CONTI TRIM2 - Eni, netto atteso in calo del 60%, cedola stabile

giovedì 23 luglio 2009 12:24
 

 di Giancarlo Navach 
 MILANO, 23 luglio (Reuters) - Il secondo trimestre dell'Eni
(ENI.MI: Quotazione) è atteso decisamente debole, con un calo ella
redditiviità che dovrebbe sfiorare il 60% rispetto al 2008,
essenzialmente per via dell'andamento negativo delle divisioni
Esplorazione e produzione e raffinazione.
Il dividendo è comunque atteso invariato a 0,65 euro per
azione nel primo semestre con una proiezione per l'intero anno
di 1,30 euro, uguale a quello del 2008.
 La media di utile netto adjusted (senza le componenti
straordinarie) del colosso petrolifero - secondo un sondaggio
Reuters con nove analisti - è di 938 milioni di euro a fronte di
2,318 miliardi raggiunti nello stesso periodo 2008, pari a una
contrazione del 60% circa.
 Il risultato operativo adjusted è atteso intorno a 2,516
miliardi di euro (media) da 5,605 miliardi nello stesso
trimestre 2008.
 Eni renderà noti i risultati del secondo trimestre e del
semestre giovedì 30 luglio. La stagione delle trimestrali per le
major petrolifere europee parte martedì 28 luglio con BP (BP.L: Quotazione)
e si conclude il 4 agosto con Statoil (STL.OL: Quotazione).
 "Riteniamo che l'Eni possa ridurre la guidance relativa alla
crescita della produzione nel 2009 per la seconda volta, era già
scesa dal 3% al 2% nel primo trimestre a causa dell'Opec,
assumendo un taglio solo per sei mesi. Con i tagli alla
produzione in atto, con il peggioramento della situazione in
Nigeria, con il crollo della domanda di gas in Europa e in
Italia e con nessun avvio di campi in vista, pensiamo che non ci
sarà alcuna crescita della produzione nel 2009", osserva Irene
Himona, analista a Exane Bnp Paribas.
 Per queste ragioni l'ebit del settore E&P del colosso
dell'energia italiano dovrebbe scendere nel trimestre di circa
il 60%. La divisione, dicono gli analisti, risentirà anche del
marcato calo dei prezzi di vendita del gas.
 Va meglio, invece, il settore Gas and Power - anche se il
secondo e il terzo trimestre sono generalmente più deboli a
causa della stagionalità - che beneficia del consolidamento di
Distrigas e del rafforzamento dell'euro sul dollaro rispetto
all'ultimo trimestre 2008. Pesa negativamente invece il calo dei
volumi venduti, a causa della recessione, in particolare in
Italia. 
 Male, infine, la raffinazione il cui risultato operativo è
atteso in rosso nel trimestre rispetto al dato positivo del
secondo trimestre 2008, anche se si tratta di una divisione
piccola per il gruppo.
 Quanto al dividendo, la gran parte degli analisti
interpellati ritiene che la cedola interim sarà piatta rispetto
a quella del 2008. Un analista stima un dividendo in calo a 0,55
euro con una proiezione sull'anno di 1,10 euro, mentre un altro
ipotizza 0,60. "La nostra stima è per un dividendo interim di
0,65 euro. Eni attenderà di vedere l'evoluzione del prezzo del
petrolio nella seconda parte del 2009 prima di decidere un
taglio della cedola complessiva per l'intero anno", sottolinea
una nota di Barclays Capital.
 Di seguito le stime di nove analisti: 
 
 
     (dati in milioni euro)
               MEDIA    MEDIANA MINIMO MASSIMO  TRIM2 08
EBIT ADJUSTED     2.516      2.510  2.421   2.600    5.605 
UTILE NETTO ADJ     938        923    894   1.000    2.318
 
 Hanno partecipato al sondaggio: Akros, Banca Imi, Bank of
America ML, Barclays Capital, Exane Bnp Paribas, Intermonte,
Kepler e due società che preferiscono non essere citate.