Beni Stabili promette stabilità in attesa di occasioni

martedì 21 luglio 2009 14:18
 

MILANO, 21 luglio (Reuters) - Beni Stabili (BNSI.MI: Quotazione) promette stabilità, ma non immobilismo, in un mercato immobiliare che la società vede ancora difficile nei prossimi mesi, ma che dovrebbe prima o dopo tornare ad offrire opportunità interessanti.

E' questo il messaggio che l'AD Aldo Mazzocco ha dato oggi agli analisti, dopo che ieri il gruppo ha annunciato un utile netto semestrale ridotto a 4,3 milioni, in fortissimo calo dai 63,2 milioni del primo semestre 2008; in questi sei mesi il gruppo ha realizzato svalutazioni nette per 62,2 milioni.

"Stiamo giocando in difesa, ma lo facciamo volentieri perchè la maggior parte dei nostri concorrenti in Europa sta giocando dentro la porta", ha detto Mazzocco. Per la seconda metà dell'anno è visto un mercato immobiliare "simile a quello della prima parte, con lo stesso tipo di acquirenti, ossia famiglie e investitori privati che vogliono mettere al sicuro i loro soldi". Il mercato italiano è adesso "forse stabilizzato, ma i primi segni di crescita non si vedranno prima di fine 2010-inizio 2011.

Per il gruppo non sembrano in vista grandi acquisizioni di portafogli, quanto piuttosto acquisti selettivi di singoli immobili accanto al costante lavorio sul portafoglio esistente. "Vedo per noi una stabilità nella durezza della situazione; al momento opportuno la nostra forza patrimoniale e la stabilità manageriale ci faranno cogliere le occasioni giuste", sottolinea il manager evidenziando che il rapporto loan to value (LTV) oggi è al 49%, ma che "potrebbe tranquillamente salire al 70%".

Esclusi acquisti nel settore dello sviluppo e all'estero, Beni Stabili guarderà "qualsiasi portafoglio sul mercato" è stata invece la risposta alla domanda su un eventuale interesse per asset del gruppo Zunino o di Ricucci. Escluse operazioni di M&A e confermata la validità della partnership con IGD (IGD.MI: Quotazione) (Rgd), Mazzocco non esclude un ulteriore riacquisto di bond Imser dopo l'operazione dello scorso maggio.

Quanto alla prospettiva dello scudo fiscale, l'AD di Beni Stabili prevede un effetto positivo per il settore immobilare ma certamente "non paragonabile" a quello del 2002, "quando circa la metà di quello che rientrò finì, magari sotto forma di garanzia, in immobili".