18 dicembre 2008 / 15:31 / 9 anni fa

Ucimu, visto calo settore 6,4% in 2009,regge ma sotto stime 2008

MILANO, 18 dicembre (Reuters) - L‘Ucimu è esplicita nel dichiarare la preoccupazione per la crisi finanziaria che incombe sui risultati del settore e chiama in causa anche le banche, in vista di un 2009 che pagherà anche in termini occupazionali il momento difficile.

“Siamo preoccupati dalle previsioni sul futuro, per il quale, se il governo non interviene, si prospetta il blocco degli investimenti in beni strumentali”, ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa Giancarlo Losma, presidente dell‘associazione dei costruttori di macchine utensili, automazione e robotica, uno dei cuori dell‘economia reale italiana.

I dati elaborati dal Centro Studi Ucimu prevedono per il prossimo anno una contrazione della produzione del 6,4% a 5.720 milioni di euro rispetto all‘analogo periodo del 2008, un calo delle esportazioni del 5,7% a 3.130 milioni e una forte riduzione delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, attese in ribasso del 7,2% a 2.590 milioni.

A causare una brusca diminuzione delle importazioni (-20,3% a 1.405 milioni) contribuiranno i consumi in calo sul mercato nazionale che scenderanno del 12,3% a 3.995 milioni, con una riduzione prevista di 558 milioni rispetto al consuntivo 2008.

2008 ANCORA BUONO MA SOTTO LE PREVISIONI DI POCHI MESI FA

Restano invece buoni, nonostante la crescita sia inferiore rispetto alle previsioni fatte qualche mese fa, i preconsuntivi sul 2008 che indicano un aumento della produzione del 5% rispetto al 2007, a 6.110 milioni di euro, con un rialzo di esportazioni (+7% a 3.320 milioni) e importazioni (+8,2% a 1.763 milioni), sostenute anche della crescita dei consumi interni (+4,8% a 4.553 milioni).

Mancano ancora i dati sull‘impatto che l‘aggravarsi della crisi avrà sull‘occupazione, sebbene le aziende abbiano già iniziato ad usufruire della cassa integrazione ordinaria e le nuove assunzioni stiano subendo un drastico ridimensionamento.

“Possiamo prevedere per il prossimo anno un taglio di 1.500 posti di lavoro nel settore che riguarderanno principalmente i contratti a termine”, ha commentato il direttore generale dell‘Ucimu Alfredo Mariotti.

Ma non tutte le aziende che fanno parte dell‘associazione saranno colpite dalla recessione. Se le società di macchine utensili soffriranno in modo particolarmente grave la crisi dell‘auto, molte di quelle legate alla produzione energetica sono invece coperte fino al 2011 e promettono di continuare sulla strada della crescita.

“Ci sono ancora paesi su cui il nostro settore può e deve puntare, paesi produttori di petrolio in cui sono in corso forti investimenti nelle infrastrutture”, dice Losma. “Credo che non tornerà più il consumismo feroce cui ci eravamo abituati, ma possiamo ancora confidare per la ripresa su nuovi settori: agricoltura, energie alternative, ecocompatibilità”.

INFRASTRUTTURE PUBBLICHE E BANCHE DIANO AIUTO

Per uscire dalla crisi, secondo l‘associazione, servono tuttavia interventi forti da parte del governo che diano il via alle grandi opere infrastrutturali e che mettano in atto provvedimenti di sostegno al settore.

“E’ fondamentale anche che si sblocchi la situazione attuale in cui le stesse banche frenano la ripresa dell‘economia rendendo difficile l‘accesso al prestito per finanziare gli investimenti o aumentando a dismisura il loro spread sui prestiti concessi”, si è lamentato Losma.

“Sono questi problemi, denunciati da molti nostri clienti, che rischiano di bloccare il risveglio del mercato”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below