D'Amico, utile 2008 a 155 mln dlr, dividendo 0,13 dlr

mercoledì 18 febbraio 2009 16:06
 

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - D'Amico International Shipping BC7.MI ha chiuso l'esercizio 2008 con un utile netto consolidato di 155 milioni di dollari, rispetto ai 75,1 milioni di dollari dell'anno precedente. Al netto della plusvalenza sulla vendita di navi, l'utile 2008 si è attestato a 49,4 milioni di dollari, un dato che si confronta con i 64,9 milioni di dollari dell'anno precedente al netto del rilascio del fondo imposte differite.

Il cda del gruppo attivo nel trasporto marittimo, si legge in un comunicato, proporrà la distribuzione di dividendi per 20 milioni di dollari, ovvero 0,13 dollari per azione, con un payout ratio del 46%.

Nel corso di una conferenza stampa, Marco Fiori, chief esecutive officer di d'Amico International Shipping, parlando della politica di dividendi, ha spiegato che "è importante avere munizioni per espandersi".

Paolo d'Amico, presidente del gruppo, e il cugino Cesare d'Amico, chief executive officer della holding d'Amico Società di Navigazione, hanno sottolineato che la crescita avverrà attraverso partnership. Ma Cesare d'Amico ha sottolineato che "la situazione internazionale crea opportunità", riferendosi alla possibilità di mettere a segno acquisizioni. I concorrenti di d'Amico sono gruppi internazionali, in particolare danesi e americani.

Tornando ai conti 2008, i ricavi base time charter si sono attestati a 251,6 milioni di dollari, sostanzialmente invariati rispetto ai 251,7 milioni dell'anno precedente. L'Ebitda, al netto della plusvalenza da vendita di navi, è sceso a 102,8 milioni di dollari da 106 milioni del 2007.

"Il 2008 è stato un bellissimo anno e il 2009 è cominciato bene", ha commentato Paolo d'Amico. "Il 2009", ha aggiunto Fiori, "sarà un anno 'challenging', ma siamo preparati ad affrontarlo".

Il management della società attiva nei trasporti marittimi non nasconde che il 2009, alla luce della recessione economica a livello globale, vedrà "un calo quantitativo" dei prodotti raffinati trasportati, ma, secondo Paolo d'Amico, "il business è per certi versi anticiclico", come dimostra il fatto, ha chiosato Cesare d'Amico, che "nell'ultimo trimestre 2008 non c'è stato il crollo registrato da altri settori".

Il trasporto di prodotti raffinati, hanno argomentato i vertici del gruppo, dipende dalla collocazione delle raffinerie rispetto ai centri di consumo, e questo lo rende in parte anticiclico. Per esempio, ha detto Fiori, "l'Europa importa diesel dagli Usa".

Inoltre, ha spiegato Fiori, d'Amico ha una flotta che per il 70% consente di trasportare altri prodotti, in particolare oli vegetali, che vengono prodotti in Asia e consumati in Occidente.   Continua...