September 18, 2008 / 3:56 PM / 9 years ago

PUNTO 2- Mediobanca vara nuova governance, no allungamento patto

5 IN. DI LETTURA

(aggiunge commenti Geronzi e Tarak Ben Ammar)

MILANO, 18 settembre (Reuters) - Mediobanca (MDBI.MI) ha varato la nuova governance che sarà articolata secondo il modello tradizionale con un cda e un comitato esecutivo e vedrà una presenza importante del management in entrambi gli organi.

Il consiglio sarà composto da un massimo di 23 membri, di cui 22 proposti dal patto di sindacato. Cesare Geronzi è designato come presidente, Marco Tronchetti Provera sarà vicepresidente accanto a Dieter Rampl.

Nel consiglio farà il suo ingresso il presidente di Fininvest Marina Berlusconi. "Il gruppo Fininvest ha l'1% nel patto e l'1% fuori; un signore molto elegante, Giancarlo Cerutti, di sua iniziativa visto che ha meno di Fininvest ha lasciato il suo posto e siccome era per una signora è stato due volte elegante", ha rivelato a questo proposito Tarak Ben Ammar.

Cinque manager siederanno nel nuovo consiglio e nel comitato esecutivo, che vedrà un totale di nove componenti. Nel cda ci saranno anche 5 rappresentanti dei soci bancari, 7 dei soci industriali e 4 per i soci esteri.

Con Alberto Nagel nel ruolo di AD, Renato Pagliaro sarà direttore generale e anche vicepresidente del comitato esecutivo.

Uno dei nodi più spinosi, vale a dire la composizione del comitato nomine, da cui dipendono le designazioni ai vertici per le partecipate strategiche, è stato risolto con un organo a sei componenti, con Nagel e Pagliaro, in cui il presidente, Cesare Geronzi, - secondo quanto riferito da fonti vicine al patto - non avrà voto doppio in caso di parità. In questo caso infatti la questione sarà demandata al cda.

Ok Patto Non Unanime, Zannoni E Pecci Votano Contro

L'ok dell'assemblea del patto tuttavia non è stato unanime. Due piccoli azionisti industriali, facenti parte del gruppo B, vale a dire Oscar Zannoni e il gruppo Pecci, hanno votato contro.

La motivazione, secondo quanto riferito da fonti vicine al patto di sindacato, sta nel poco tempo trascorso tra l'adozione del sistema duale, avvenuto lo scorso anno, e il ritorno al modello tradizionale oltre all'ottima performance del management.

"A me non risultano voti contrari", ha detto invece Ben Ammar sottolineando che "due soci si sono astenuti". "Non è una dittatura, è una democrazia, basta vincere col 50,1% noi abbiamo vinto con il 99,9% ed è già molto", ha aggiunto.

UNICREDIT SODDISFATTA, GERONZI SOTTOLINEA PIENA CONCORDIA

Al termine delle riunioni ha espresso soddisfazione Dieter Rampl, numero uno di UniCredit (CRDI.MI), primo socio di Piazzetta Cuccia, che nelle scorse settimane aveva subordinato il proprio assenso a un coinvolgimento del management e un accurato esame delle implicazioni.

"Ora siamo soddisfatti dell'accordo, avevamo tre punti cruciali e sono stati soddisfatti", ha detto Rampl all'uscita di Piazzetta Cuccia.

"Molto soddisfatto" anche Cesare Geronzi che sottolinea che "è stata raggiunta una soluzione in piena concordia e nei tempi previsti".

Commenti positivi anche da Ennio Doris che, a margine di una conferenza stampa di Banca Mediolanum, si è dichiarato "fautore del cda vecchia maniera".

Vincent Bolloré, capofila dei soci esteri, ha invece sottolineato come oggi "il vincitore sia Mediobanca".

"Si è trovato un sistema che secondo me è assolutamente interessante dove c'è un comitato esecutivo diretto dal management con cinque membri e Renato Pagliaro come vicepresidente", ha dichiarato Bollorè lasciando Piazzetta Cuccia.

Per Ben Ammar è stato creato "un abito su misura" con il meglio del dualistico e del tradizionale per una corporate governance "mediobanchiana".

Geronzi Propone Allungamento Patto, Soci Dicono No

Nel corso dell'assemblea del patto di sindacato, il presidente Geronzi avrebbe proposto il prolungamento della scadenza dell'accordo oltre il 2009, secondo quanto riferito da fonti vicine al patto.

La proposta tuttavia non sarebbe stata accettata dai soci e secondo Bollorè "tutti gli azionisti sono d'accordo sul 2009, poi si vedrà". L'imprenditore francese ha poi risposto "certamente" a chi gli chiedeva se i soci da lui rappresentati hanno intenzione di partecipare al patto dopo il 2009.

Proprio l'esame di questa proposta potrebbe aver prolungato la durata del direttivo del patto, che ha preceduto l'assemblea, oltre il tempo previsto, dice una fonte vicina alla situazione, senza dare altri dettagli.

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