18 marzo 2009 / 14:28 / 8 anni fa

SINTESI 1- Mediaset conferma strategie, con trim1 peggio passato

* Crisi peserà soprattutto su primo trimestre

* Da trim2 progressivo recupero raccolta pubblicitaria

* Concorrenza Sky non condiziona strategia gruppo

di Claudia Cristoferi

COLOGNO MONZESE, 18 marzo (Reuters) - Alla luce dei risultati 2008 e della crisi economica internazionale, Mediaset (MS.MI) conferma la propria strategia fatta di ancoraggio alla Tv generalista e investimento nella pay Tv, di attenzione ai costi e prudenza nelle politiche di espansione; conferma anche un congenito ottimismo, che, a dispetto della forte flessione del mercato pubblicitario di questi primi mesi, la fa sperare in una ripresa, soprattutto nell'ultima parte del 2009.

Un ottimismo basato su conti 2008 "brillanti vista la situazione", che critica, anche in qualità di editore, il "catastrofismo moltiplicatore di crisi" e che plaude all'azione del governo, guidato dall'azionista di riferimento del gruppo ("Il governo c'è. Sicuramente non può accontentare tutti. Ma c'è e fa", ha detto il presidente Fedele Confalonieri).

Sono queste le linee guida su cui si è sviluppata la presentazione agli analisti del bilancio appena chiuso.

Il titolo intanto ha chiuso la seduta in netto rialzo (+3,31%) in un mercato ben sostenuto (+2,78%% l'indice S&P/MIB).

FOCUS SU CORE BUSINESS E DIGITALE, SOLIDITA' FINANZIARIA

E' stato Confalonieri a illustrare la "road map" di Mediaset: non smettere di investire nel core business, la tv generalista; continuare a investire in asset strategici per il futuro, controllando i contenuti e sviluppando la pay tv; mantenere una solida struttura finanziaria, finanziando lo sviluppo "con progetti sani e prudenti"; tenere sott'occhio l'indebitamento che è "significativamente minore rispetto a quello dei concorrenti europei".

Di qui la prudenza su possibili acquisizioni, che il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi ha escluso almeno nel breve termine.

E di qui anche la staffilata di Confalonieri a quegli analisti che "tante volte hanno tacciato l'azienda di immobilismo" quando difendeva "il valore dell'equilibrio tra entrate e uscite" e giudicava "il debito una risorsa ma solo in condizioni eccezionali" contro gli slogan di moda nel recente passato tra la comunità finanziaria.

PUBBLICITA', CON PRIMO TRIMESTRE PASSATO IL PEGGIO

Gennaio ha registrato una flessione del 12% circa per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria in Italia, febbraio sarà in linea, ha detto ieri Mediaset nella nota sui conti.

Il mercato nel suo complesso, secondo dati Nielsen annunciati oggi dall'AD del broadcaster Giuliano Adreani, a gennaio ha perso il 22,5%. La Rai ha registrato un -25,7%, meno 32,1% i quotidiani.

"Anche nella fase più difficile abbiamo fatto meglio del mercato. Nel 2009 i mesi più difficili sono gennaio e febbraio, già a marzo e aprile si vede qualche miglioramento grazie soprattutto agli incentivi alle case automobilistiche, che tornano a investire", ha detto Adreani. "La sensazione è che possiamo addirittura recuperare il dato di gennaio, soprattutto nell'ultima parte dell'anno", ha aggiunto.

Intanto l'attenzione è sul controllo dei costi.

"Abbiamo l'obiettivo nel 2009 di una crescita zero dei costi del nostro palinsesto", ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi che pur non intende indebolire la programmazione nè - ha detto rispondendo a una specifica domanda - tagliare gli stipendi dei dipendenti. "La crescita zero sarà raggiunta cercando l'efficienza dappertutto, dalle strutture produttive alla negoziazione dei contratti, dai più grandi ai più piccoli".

CONCORRENZA SKY NON MUTERA' STRATEGIA

Non sarà neanche Sky, all'attacco della Tv generalista con l'ingaggio di diverse star televisive, a condizionare la strategia del gruppo: "L'apertura di Sky verso la tv generalista non ci spingerà ad alzare i costi dei contratti e non cambieremo la nostra strategia", ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi. "Noi andiamo avanti per la nostra strada, sappiamo che Tv vogliamo fare nei prossimi anni e quella faremo".

"Dio sa quanta fatica ci voglia a lanciare una Tv generalista. Sapeste quante Cuccarini vanno messe dentro...", ha commentato a sua volta Confalonieri a chi tornava sul passaggio a Murdoch di Lorella Cuccarini, Fiorello e Giorgio Panariello.

Il tema della concorrenza con Sky, spesso bollato da Confalonieri come "argomento che appassiona i giornali", è tornato più volte nel corso della presentazione. Berlusconi jr ha respinto l'idea, avanzata da qualcuno, che il concorrente satellitare sia diventato la Mediaset in aggressiva crescita di 20 anni fa: "Forse lo sarà Premium", ha replicato, sottolineando che la pay tv del gruppo cresce con ritmi "che ci sorprendono".

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