Hera, aumento capitale per reti gas, può rivedere cedola

martedì 15 settembre 2009 19:31
 

MILANO, 15 settembre (Reuters) - Hera (HRA.MI: Quotazione) lancerà un aumento di capitale fino a 82 milioni di azioni, pari all'8%, che sarà utilizzato per acquisire le reti di gas e del teleriscaldamento di alcuni comuni capoluogo.

Si rafforzerà dunque la presenza nel gruppo dei soci pubblici che già controllano il 58% attraverso un patto di sindacato.

Il progetto, annunciato oggi dai vertici del gruppo nel corso della conference call sul piano industriale al 2013, sarà sottoposto all'approvazione della prossima assemblea degli azionisti il 21 ottobre.

Gli effetti economici di questa acquisizione prevedono un risparmio fra 7-10 milioni di euro nel costo del canone delle reti a partire dal primo gennaio, ma l'operazione è neutrale a livello di utile per azione 2009.

I comuni che conferiranno le reti hanno approvato le delibere. Il progetto sta a cuore ai 23 comuni che appartengono al consorzio Con.ami (nelle province di Bologna, Ravenna e Firenze), a Ravenna e Ferrara.

Sempre nel corso dell'anno la società provvederà a razionalizzare le società operative locali trasformandole in unità organizzative territoriali con un risparmio dei costi fra 3 e 8 milioni di euro nei prossimi due anni. In altri termini, le sette aziende satellite, articolate su base provinciale e controllate al 100% dal gruppo, saranno inglobate nelle strutture interne del gruppo con un comitato di contratto al posto del Cda.

Quanto allo sviluppo per linee esterne, è attesa per fine settembre la decisione finale dei soci pubblici che hanno deciso di cedere il 25% di Aimag. Il prezzo minimo è di 35 milioni e, in caso di successo dell'operazione, Hera sarà il primo azionista singolo, mentre i soci pubblici avranno il 65% del capitale della multiutility che opera nelle province di Modena e Mantova.

Nell'assemblea di ottobre sarà anche deciso l'aumento del limite ai diritti di voto al 5%

Riguardo alla politica dei dividendi prevista nel piano industriale - che prevede un mol di 720 milioni di euro al 2013 e investimenti pari a 350 milioni di euro medi all'anno - il presidente Tomaso Tommasi di Vignano ha sottolineato che "si possono prevedere interventi di correzione del livello del dividendo pagato nel 2009 nei prossimi cinque anni, legato ai risultati dei singoli anni".