PUNTO 1 - Parmalat, balza netto 9 mesi, abbassa guidance su 2008

venerdì 14 novembre 2008 20:01
 

(aggiunge dettagli da nota e confence call)

MILANO, 14 novembre (Reuters) - Parmalat (PLT.MI: Quotazione) chiude i primi nove mesi con un utile netto di 638 milioni di euro da 276,3 milioni dello stesso periodo 2007 grazie soprattutto agli accordi transattivi raggiunti.

Il gruppo alimentare ha rivisto al ribasso le stime su Ebitda e ricavi 2008a causa dell'impatto della congiuntura economica internazionale.

"In assenza di fatti straordinari, si ritiene prudente procedere ad una revisione della guidance che si attesta su una crescita di fatturato del 7,5% rispetto al 2007 al lordo dell'effetto cambio (2,4% al netto dell'effetto cambio), e un Ebitda per l'esercizio in corso tra i 310 e i 315 milioni di euro al netto dell'effetto cambio rispetto ai 350 milioni di euro indicati lo scorso 14 luglio", si legge in una nota.

A luglio Parmalat aveva già rivisto al ribasso le sue stime sul 2008, fissando obiettivi di crescita del 3% per il fatturato e un Ebitda di circa 350 milioni (con una contrazione di circa il 5%). L'Ebitda dei primi nove mesi si attesta a 219,9 milioni, in calo del 13,5%, i ricavi salgono del 2,8% a 2,876 miliardi.

La situazione finanziaria del gruppo è migliorata di 130,6 milioni, passando da una posizione di disponibilità finanziaria netta di 855,8 milioni al 31 dicembre 2007 a una posizione di disponibilità finanziaria netta di 986,4 milioni al 30 settembre 2008.

A ispirare la prudenza del gruppo sulle prospettive per fine anno sono soprattutto la performance in Sud Africa e la crisi generale dei consumi, ha spiegato l'AD Enrico Bondi in una conference call con gli analisti.

In Sud Africa, che nei nove mesi ha registrato risultati inferiori al 2007 risentendo particolarmnete della congiuntura economica, la situazione non migliorerà negli ultimi tre mesi dell'anno ma il paese resta strategico. "Non intendiamo vendere questi asset", ha dichiarato il direttore generale Carlo Prevedini rispondendo alla domanda di un analista.

I vertici del gruppo hanno inoltre espresso preoccupazione sulla capacità di spesa delle famiglie e quindi sul reddito destinato alle spese natalizie, fattore destinato a influenzare un ultimo trimestre dell'anno tradizionalmente favorevole. Nonostante il calo del costo della materia prima latte, i gruppi del settore stanno facendo ricorso ad attività promozionali per sostenere i volumi, ha sottolineato Prevedini.