CONTI TRIM2 - Fiat, Chrysler spinge margini trim2, frena Europa

venerdì 22 luglio 2011 14:24
 

 * Fiat pubblicherà i risultati del trim2 il 26 luglio
 * Trading profit visto a 485 milioni di euro - consensus
 * Chrysler consolidata per la prima volta
 * Spinta dalle vendite di Chrysler, ma pesa debolezza Europa
 * Marchionne potrebbe annunciare nuova struttura management
 
 Di Silvia Aloisi e Gianni Montani
 MILANO/TORINO, 22 luglio (Reuters) - Le vendite di Chrysler
e la crescita del Brasile hanno consentito a Fiat FIA.MI nel
secondo trimestre di bilanciare la debolezza del mercato
automobilistico europeo.
 Il Lingotto pubblicherà martedì 26 i risultati del periodo
aprile-giugno, che consolidano Chrysler per la prima volta (dal
24 maggio), due anni dopo l'accordo di salvataggio della casa di
Detroit.
 
 VERSO FUSIONE CON CHRYSLER
 Sergio Marchionne dovrebbe cogliere l'occasione per
annunciare una riorganizzazione del management, frutto
dell'unificazione dei due gruppi sotto un unico cappello. Un
passo che viene considerato propedeutico alla fusione di Fiat e
Chrysler, che renderà meno probabile un'Ipo della casa Usa.
 "Nella sua testa", spiega una fonte vicina alla materia,
"Marchionne pensa già alle due aziende come ad un'entità unica".
 L'AD punta a fare di Fiat una protagonista del mercato
mondiale dell'auto, facendo leva sul rilancio di Chrysler. Una
fusione consentirebbe di ridurre i costi e migliorare
l'integrazione.
 "Alla luce dei legami irrevocabili nelle strategie di
business di Fiat e Chrysler", si legge in una nota di Goldman
Sachs, "pensiamo che una fusione sia un passo successivo
logico". Il broker ha riavviato la copertura del Lingotto con
'conviction buy' e target price di 12,9 euro.
 Secondo il consensus degli analisti, diffuso da Fiat, i
conti del secondo trimestre evidenzieranno un trading profit di
485 milioni di euro. Escludendo Ferrari e Maserati, Fiat
contribuisce al trading profit per 175 milioni, rispetto ai 155
milioni di Chrysler nel mese di giugno.
 "Chrysler produrrà più flussi di cassa e crescita di Fiat in
breve tempo", afferma Bruno Lapierre, un analista di Cheuvreux.
 Nei primi sei mesi dell'anno, le vendite di Chrysler negli
Usa sono aumentate del 21%, mentre Fiat, in Europa, ha
registrato una flessione del 12,7%.
 "Le stime del consensus, del secondo trimestre e più
nettamente dell'intero 2011, dicono che gli analisti vedono il
passo di Chrysler nettamente più veloce della vecchia Fiat",
osserva una fonte del settore, che non vuole essere citata.
 
 DA GRUPPO TORINO-CENTRICO A PLAYER GLOBALE
 Una doppia velocità determinata da un diverso andamento nel
rinnovo delle gamme di prodotti, secondo un altro osservatore.
 "Dopo la cura Marchionne, Chrysler ha cambiato faccia e si
presenta sul mercato con un'intera gamma di automobili nuove, di
prodotti freschi, che stanno registrando un buon successo di
mercato", secondo un esperto vicino al mondo sindacale.
"Dall'altro capo del gruppo, Fiat sconta la decisione di
bloccare il rinnovo della gamma allo scoppio della crisi del
2008 e i ritardi e le vicissitudini del progetto "Fabbrica
Italia, aggiunge la fonte.
 Nell'ultimo anno, Fiat ha razionalizzato la gamma, tagliando
diverse produzioni di monovolume e vetture economiche, avviando 
un rinnovo di gamma basato sul tutte le risorse del nuovo
gruppo, con il rebranding di Freemont per il mercato europeo e
il prossimo arrivo, in autunno, dell'ammiraglia e del monovolume
grande con marchio Lancia, fabbricati oltreoceano.
 Una strategia confermata dal buon successo del marchio Jeep,
che, in un mercato italiano in evidente affanno, registra un
aumento di vendite del 27% nei primi sei mesi 2011.
 E' una fase di passaggio, e la produzione italiana del
gruppo incontra qualche difficoltà. Procede a buon ritmo
Cassino, con la produzione delle 'medie' trainate da Alfa
Giulietta, e Melfi continua con la 'best selling' Grande Punto.
Per il resto, Termini Imerese cesserà la produzione di Lancia
Ypsilon a fine anno; Pomigliano è sostanzialmente in cassa
integrazione in attesa dell'avvio della nuova Panda nell'ultima
parte dell'anno; e Mirafiori (Torino) lavora a singhiozzo,
aspetttando gli investimenti (1 miliardo) per il previsto suv
con marchio Alfa Romeo e Jeep. La ex Bertone resta in cassa
integrazione, aspettando l'investimento (500 milioni) per la
nuova vettura a marchio Maserati.
 La situazione si è complicata dopo la decisione del
tribunale di Torino, che ha respinto un ricorso della Fiom
contro l'accordo per Pomigliano, ma ha anche stigmatizzato la 
condotta antisindacale di Fiat. A questo punto, l'azienda ha
congelato gli investimenti previsti e, forse, nel board di
martedi Marchionne potrebbe sciogliere le incertezze su queste
produzioni future.
 Fiat è leader di mercato in Brasile, dove le vendite hanno
segnato nuovi massimi storici nella prima parte dell'anno. La
decisione di tenere la riunione del Cda a Betim testimonia la
crescente importanza di questa area.
 La riunione del consiglio in Brasile sancisce il passaggio
del gruppo da Torino-centrico a multipolare, con Detroit che
dirigerà le attività in Nord America, Betim per il Sudamerica,
Torino per l'Europa e, in prospettiva, una sede asiatica per
coprire il buco nell'area con le prospettive di maggiore
sviluppo del pianeta. E l'autonomia del polo latinamericano, che
ha sempre supportato i conti del gruppo nei periodi di magra in
Europa, non potrà che mettere in evidenza le debolezze del nuovo
gruppo nel vecchio continente.
 
 AGENZIE DI RATING GUARDANO A PROSSIME MOSSE
 Marchionne ha fatto salire Fiat al 53,5% del capitale di
Chrysler in meno tempo di quanto ci si attendesse e con una
spesa relativamente contenuta. La partecipazione è destinata a
salire al 58,5% entro la fine dell'anno, un incremento legato
allo sviluppo di un'auto che fa 40 miglia con un gallone di
benzina.
 Successivamente, Marchionne dovrà decidere come comportarsi
con il 41,5% del capitale di Chrysler che fa capo a Veba, il
fondo sanitario del sindacato United Auto Workers (Uaw). Dopo
aver inizialmente prospettato un'Ipo, che avrebbe consentito a
Veba di fare cassa, il manager italo-canadese sembra ora
orientato a comprare la quota, sebbene al momento sostenga che
non sono in corso negoziati con Uaw.
 Se dovesse scegliere la strada dell'acquisizione del 100% di
Chrysler, gli toccherà convincere le agenzie di rating Moody's e
Fitch - che hanno già minacciato di tagliare il merito di
credito del Lingotto al livello junk - che le finanze della casa
torinese sono abbastanza solide.
 L'esigenza di migliorare la struttura finanziaria del gruppo
ha alimentato le speculazioni su un collocamento in borsa di
Ferrari, voci smentite da Luca Cordero di Montezemolo,
presidente della casa del cavallino rampante.
 
 FIAT
 Stime sul trim2 (dati in milioni di euro)*
                             Mediana     Max     Min
 Trading profit              485         530     440
 Utile ante-imposte          290         335     255
 Utile netto                 110         160      80
 Indebitamento netto       4.640       3.815   5.880
 
 * Le stime contemplano un solo mese (giugno) di risultati
Chrysler
 Fonte: Fiat