30 giugno 2011 / 16:35 / tra 6 anni

SINTESI-Banco Popolare punta a raddoppio utile 2013, CT1 al 7,6%

* Escluso altro aumento capitale, conversione soft mandatory

* Dividend payout al 40%

* Costo del credito in calo 52 pb nel 2013

* Titolo in rialzo oltre 4%

di Andrea Mandalà

MILANO, 30 giugno (Reuters) - Banco Popolare BAPO.MI punta a quasi raddoppiare l‘utile netto nel 2013 con un nuovo piano industriale che, sul fronte patrimoniale, riporta il Core Tier 1 ben sopra il livello minimo richiesto da Basilea III a regime, eliminando dallo scenario ogni ipotesi di un nuovo aumento di capitale.

Piazza Affari apprezza il nuovo piano premiando il titolo che chiude la seduta in rialzo del 4,3% circa con una performance superiore a quella del settore bancario in Europa .SX7P, in progresso del 2%.

Il piano al 2103, con una estensione al 2015, prevede un utile netto a fine triennio a 603 milioni, in linea con la guidance fornita dall‘istituto nelle ultime conference call, che saliranno a 930 milioni nel 2015 rispetto ai 308 milioni del 2010.

Il Core Tier 1 ratio, in termini di Common Equity Ratio di Basilea III, è stimato al 7,6% nel 2013 dall‘attuale 6,5% beneficiando, tra le altre cose, della cessione di asset non strategici (+60 pb) e dell‘introduzione di strumenti ‘advanced’ per il calcolo dei rischi di credito (+80 pb).

La politica di gestione del capitale include un dividend payout del 40%. [ID:nLDE75T0H2]

“Cambiamo strategia, fino ad oggi ci siamo difesi, abbiamo passato gli ultimi due anni e mezzo in trincea. L‘aumento di capitale ci ha dato la possibilità di dedicarci al rilancio in uno scenario di mercato non favorevole ma che mostra segnali di ripresa”, ha commentato l‘AD Pier Francesco Saviotti nel corso della presentazione del piano.

ESCLUSI ALTRO AUMENTO CAPITALE E CONVERSIONE SOFT MANDATORY

Dopo quello da due miliardi concluso lo scorso febbraio, l‘AD del Banco Popolare esclude categoricamente un nuovo aumento di capitale, tanto da minacciare le dimissioni se ciò dovesse accadere. [ID:nLDE75T0UP]

“Non faremo un altro aumento di capitale perchè non ne abbiamo bisogno”, ha detto l‘AD. “Se qualcuno me lo imponesse mi dimetterei”, ha aggiunto.

Allo stesso modo la banca esclude di convertire anticipatamente il bond soft mandatory da un miliardo.

Saviotti ha ribadito che il convertibile rappresenta un ‘buffer’ da utilizzare in caso di necessità (con un beneficio aggiuntivo nei ratios patrimoniali di 40-45 pb) ma non vede ragioni per una sua conversione i cui effetti sarebbero eccessivamente penalizzanti.

“Assoluta tranquillità”, sempre sotto il profilo patrimoniale, è espressa dall‘AD anche sull‘esito degli stress test europei i cui risultati saranno pubblicati al metà luglio.

La soglia minima prevista del 5% di Core Tier 1 in uno scenario di stress “è ampiamente superato”, ha sottolineato. [ID:nLDE75T0XZ]

RICAVI OPERATIVI 2013 A 4,1 MLD, COSTO CREDITO IN CALO

Sotto il profilo economico il Banco Popolare prevede proventi operativi a quota 4,1 miliardi nel 2013.

Con costi operativi sostanzialmente stabili, il cost/income dovrebbe scendere al 60,4% a fine triennio.

Sugli impieghi il piano prevede una crescita media annua del 2% nel 2013 e del 2,2% nei due anni successivi

Il costo del credito è atteso in flessione a 52 bp nel 2013 e a 45 bp nel 2015 da 78 bps del 2010.

STENTA VENDITA AGOS-DUCATO, PROSEGUONO ALTRE CESSIONI

Quanto alle attese cessioni di asset non strategici, Saviotti ha spiegato che le trattative con il partner Credit Agricole (CAGR.PA) per la vendita del 19% della quota nella Jv Agos-Ducato sono difficili, anche se il management farà il possibile per portarle a termine.

Se la trattative dovessero concludersi negativamente l‘AD, che ha anche escluso l‘ipotesi di una Ipo della Jv (prevista nel contratto), ha detto di avere in mente soluzioni “alternative” sempre sul tema della cessione di asset, ma senza rivelare quali.

Sembra invece più agevole la strada per la vendita della controllata ungherese BP Hungary che “dovrebbe chiudersi in pochi giorni”.

IN VISTA ULTERIORE SNELLIMENTO STRUTTURA GRUPPO

Oltre alle decisioni già prese sulla riorganizzazione della struttura del gruppo - l‘obiettivo è passare da nove banche a cinque banche del territorio più Banca Aletti - il Consiglio di sorveglianza della banca sta valutando un‘ulteriore semplificazione.

A questo proposito l‘AD non ha escluso, nell‘ambito del progetto di un nuovo modello di banca del territorio, l‘ipotesi di una ‘banca unica’. [ID:nLDE75T13J]

Sul personale l‘obiettivo è la riduzione dell‘organico di 1.120 risorse al 2013, oltre alle 380 già effettuate nel 2010.

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