ANALISI - Banche, Grecia rende impervia strada aumenti, test UBI

venerdì 17 giugno 2011 16:37
 

di Gianluca Semeraro

MILANO, 17 giugno (Reuters) - La strada degli aumenti di capitale delle banche italiane è tutt'altro che in discesa e il successo ottenuto da Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), che ha chiuso la sua operazione da 5 miliardi con adesioni per il 99,98%, non deve ingannare.

Il momento non è infatti il più facile né dal punto di vista macroeconomico nè sotto il profilo dei fondamentali di alcune banche e l'esito dell'operazione lanciata da UBI Banca (UBI.MI: Quotazione) da 1 miliardo che si chiuderà la prossima settimana è un test importante anche per le banche che verranno dopo.

"Il timing non è sicuramente dei migliori. Se fossero fatte in un altro momento avrebbero un successo maggiore", spiega Massimiliano Storti di MC Gestioni Sgr.

"L'aumento di capitale ha sempre bisogno di un timing fortunato. Draghi sperava che la finestra negativa della Grecia non coincidesse con gli aumenti, ma UBI e Mps sono state sfortunate", gli fa eco Alessandro Frigerio di RMJ che avverte "il successo di Intesa non deve ingannare anche se non era un'operazione facile ma da fuori si ha la sensazione di un bilancio un po' diverso" rispetto alle altre banche .

Va comunque sottolineato che nessuna operazione è a rischio di fallimento: tutte hanno incassato l'ok degli azionisti stabili, segnatamente le fondazioni, e hanno un cuscinetto di salvataggio nei consorzi di garanzia pronti a farsi carico dell'eventuale inoptato.

La stagione degli aumenti di capitale, necessari in vista di Basilea 3, è stata lanciata lo scorso febbraio dal governatore di Bankitalia Mario Draghi che, in occasione del Forex di Verona, ha sollecitato le banche a procedere con le ricapitalizzazioni prima degli stress test dell'estate. [ID:nLDE71P09B]

Intesa ha aperto le danze con l'aumento da 5 miliardi concluso venerdì, integralmente sottoscritto, seguita a ruota da UBI Banca, per la quale termina oggi il periodo valido per la negoziazione dei diritti in borsa.

Lunedì prenderà il via quello di Mps (BMPS.MI: Quotazione) da 2,471 milioni, mentre in autunno è previsto quello di Pop Milano (PMII.MI: Quotazione) da 1,2 miliardi. UniCredit (CRDI.MI: Quotazione) a oggi non vede necessità di ricapitalizzazioni e attende la normativa sulle Sifi (le banche di interesse sistemico) prima di prendere una decisione.   Continua...