Intesa SP, Fabi conferma 10.000 esuberi, annuncio "sconcertante"

mercoledì 1 giugno 2011 17:00
 

MILANO, 1 giugno (Reuters) - Il sindacato bancario della Fabi definisce "sconcertante e socialmente vergognoso" che il gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) abbia dichiarato 10.000 esuberi nei prossimi tre anni.

A parlare è il segretario generale del sindacato, Lando Sileoni, che in una nota conferma quanto rivelato dall'Uilca qualche giorno fa.

"E' sconcertante e socialmente vergognoso che il Gruppo Intesa, in un momento così difficile per il Paese e per il mondo del lavoro, dichiari 10mila esuberi. A maggior ragione è sconcertante per un Gruppo bancario che ha l'ambizione di porsi come la banca "di riferimento" della nazione", dice Sileoni nella nota.

Oggi il presidente del consiglio di gestione di Intesa, Andrea Beltratti, ha dichiarato in un'intervista alla Stampa che "diecimila è un numero che non è previsto dal piano" e che "le uscite non sostituite a fine piano sono previste in 3.000 unità".

Nel piano 2011-13 Intesa ha in effetti annunciato esuberi per 8.000 unità con una riduzione del personale di 3.000 unità a 98.000 nel 2013 mediante blocco del turnover e riconversione di 5.000 unità a ruoli commerciali.

Le parole di Sileoni confermano invece quanto dichiarato qualche giorno fa dalla Uilca che riferiVA di una comunicazione presentata da Intesa per l'avvio di una procedura sindacale in cui stabilisce l'obiettivo di riduzione del costo del lavoro per 300 milioni di euro entro l'1 gennaio 2014 e individua in 'fino a 10.000 unità' il numero dei lavoratori eccedenti, paventando anche il possibile ricorso al fondo di solidarietà del settore.

"Non esiste in Italia un'altra azienda privata che decide di privarsi di 10mila posti di lavoro e non esiste, in Italia, un altro settore come quello bancario oggetto di tagli al personale così drammatici e consistenti. Le decisioni che verranno prese, se verranno prese, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane potranno definitivamente arrecare ai lavoratori danni incalcolabili", prosegue Sileoni nella nota.

(Gianluca Semeraro)