Italcementi, per Calcestruzzi break-even atteso in due anni - AD

mercoledì 25 maggio 2011 17:22
 

MILANO, 25 maggio (Reuters) - Calcestruzzi, controllata del gruppo Italcementi ITAI.MI, punta a ritornare entro due anni al break-even grazie a un piano di rilancio in via di implementazione e a consistenti investimenti.

Lo ha detto l'AD di Italcementi, Carlo Pesenti, nel corso dell'assemblea della holding controllante Italmobiliare (ITMI.MI: Quotazione).

"Ora il Mol è negativo. In un paio di anni penso che cercheremo di riportare la società al break-even economico", ha detto Pesenti sottolineando che, dopo il dissequestro disposto dal Tribunale di Caltanissetta lo scorso aprile nell'ambito di un'inchiesta sulle forniture di cemento, "adesso abbiamo il pieno controllo della società".

"Il management sta operando per rilanciare Calcestruzzi che negli ultimi tre anni ha subìto in modo passivo l'andamento negativo del mercato", ha proseguito.

Con la revoca del sequestro preventivo e la contestuale restituzione del complesso aziendale all'azionista, Calcestruzzi è stata riconsolidata nel bilancio di Italcementi a partire dallo scorso primo gennaio.

Pesenti ha spiegato che le leve principali per il rilancio dell'azienda siciliana - che beneficierà anche del recente aumento di cpitale di 50,8 milioni di euro - sono: lo stretto controllo del business e dei processi industriali, un riposizionamento del mercato, un rilancio dell'immagine e una revisione del perimetro.

Secondo l'AD, per il settore del cemento in generale il 2011 potrebbe essere "un anno migliore rispetto ai due anni passati" anche se lo scenario è dominato dalle incertezze sull'andamento dei costi energetici e sulla situazione geopolitica in Nord Africa.

Riguardo alle attività in Egitto, Pesenti ha parlato di una situazione "sotto controllo", anche se il gruppo monitora con attenzione sia l'evoluzione politica del paese sia l'andamento del mercato, che sconta una flessione della domanda e tensioni sul fronte dei prezzi.

"Ci sono potenziali di crescita. L'Egitto è, e deve rimanere, una delle nostre piattaforme più importanti", ha detto.

(Andrea Mandalà)