Generali può sostenere crescita senza taglio cedola-AD a stampa

lunedì 23 maggio 2011 13:29
 

MILANO, 23 maggio (Reuters) - La dotazione patrimoniale del gruppo Generali (GASI.MI: Quotazione) è sufficiente in vista di Solvency II per sostenere i piani di crescita del gruppo senza rinunciare alla distribuzione dei dividendi garantendo un payout del 40%.

Lo dice il Group-Ceo del gruppo triestino, Giovanni Perissinotto, in un'intervista a First Online.

"Siamo un gruppo che genera un cash flow importante. Nel 2010 è stato di 2,7 miliardi l'anno, che è servito in gran parte a finanziare la nostra nuova produzione e a pagare il dividendo ai nostri azionisti. In altre parole, le nostre risorse sono sufficienti per uno sviluppo sano e continuo e allo stesso tempo a garantire un payout intorno al 40%, livello in linea con i peers", spiega Perissinotto.

Il manager ribadisce poi l'interesse a crescere nell'Europa dell'Est e in Asia: "Se capitano occasioni convenienti non ci tiriamo indietro", spiega, ricordando che il gruppo è diventato la prima società estera in Cina nel Vita e ha ottenuto la licenza per operare in Vietnam.

Anche nell'asset management il gruppo vuole crescere e si aspetta "un incremento annuo del 25% del risultato operativo di questo segmento nei prossimi anni" ma Julius Baer BAER.VX - indicata come probabile acquisizione in un report di Mediobanca - "non è un target" perché sono "troppo diverse le dimensioni ma non solo".

Generali è poco esposta sui paesi cosiddetti Pigs. "Su 300 miliardi di riserve tecniche nel Vita la nostra esposizione netta in titoli di stato dei Pigs è complessivamente di 2,1 miliardi di euro così divisi: 0,5 miliardi in Portogallo, 0,3 miliardi in Irlanda, 0,5 miliardi in Grecia e 0,8 miliardi in Spagna", dice Perissinotto.

RCS NON SI PUO' CEDERE SENZA VALUTARE PROSPETTIVE, MERCATO

Perissinotto si sofferma anche sul portafoglio partecipazioni del gruppo, di recente al centro di alcune polemiche, come - in particolare - la quota Rcs (RCSM.MI: Quotazione) che, secondo il consigliere Diego Della Valle, dovrebbe essere ceduta.

"Sono finiti i tempi in cui si compravano azioni e si dimenticavano nel portafoglio. Il nostro Cda ha stabilito che nessuna nostra partecipazione è strategica: la teniamo se rende, altrimenti prima o poi la vendiamo", precisa a questo proposito Perissinotto.   Continua...