29 marzo 2011 / 10:24 / 6 anni fa

SINTESI 1- Mps,torna dividendo, più utile, aumento sullo sfondo

* Continueranno tutte le azioni di gestione capitale per

obiettivo rimborso anticipato Tremonti bond

* Nuovo piano industriale prima di estate, centrale nuova

fase di riduzione strutturale costi

* Attende miglioramento risultato operativo in 2011

di Stefano Bernabei

ROMA, 29 marzo (Reuters) - Banca Mps (BMPS.MI) ha archiviato il 2010 con oltre 985 milioni di utili (erano 220 un anno prima) e può tornare a dare il dividendo ai soci ordinari, ma la principale attenzione di analisti e mercato è ora sui tempi e i modi con cui deciderà di rimborsare in anticipo 1,9 miliardi di Tremonti Bond.

Anche il management ora sa che in cima all‘agenda c’è il tema dell‘aumento di capitale dopo che ieri Ubi banca (UBI.MI) ha annunciato a sorpresa una operazione da un miliardo e ora il mercato fa il conto alla rovescia per la Popolare di Milano PMII.MI. Oggi, dopo i risultati Mps aveva aperto in rialzo, ma è stata trascinata giù dalle perdite pesanti proprio di Ubi e Pop Milano.

Così il direttore generale Antonio Vigni non è per nulla sorpreso se la prima domanda nella conference seguita ai risultati è proprio sul rafforzamento del patrimonio.

Ubi si è mossa, Draghi esorta a darsi da fare, cosa frena Mps dall‘annunciare l‘aumento, ora che il mercato ha abbassato tra 1 e 2 miliardi la stima del deficit di capitale di cui ha bisogno? chiede l‘analista.

Le risposte del management, numerose a questa e alle molte altre simili domande sono sintetizzate dalle parole di Vigni: “Siamo impegnati a rafforzare il capitale”, dice ricordando di aver migliorato negli ultimi anni di 180 punti base i coefficienti ed ora “continueremo tutte le azioni di capital management per il rimborso in anticipo dei Tremonti bond. E non dirò altro”.

Né nel comunicato, né nella successiva conference, la banca ha dato indicazioni se e quando intenda lanciare un aumento per rimborsare i 1,9 miliardi di Tremonti bond.

Solo un dettaglio in più viene dal direttore finanziario Marco Massacesi, che spiega l‘eventuale motivazione di una richiesta di capitale fresco agli azionisti, ricordando che oggi la banca paga 160 milioni all‘anno di interessi dei bond al Tesoro e sono soldi che non vanno in tasca agli azionisti.

“Se gli azionisti volessero far convergere quell‘ammontare nei loro flussi di cassa le attese del rimborso anticipato si fanno più concrete”, ha detto Massacesi. Come a dire: se gli azionisti sono d‘accordo noi siamo pronti.

La Fondazione Mps, principale azionista della banca senese con circa il 55% del capitale totale e il 46% dell‘ordinario, si è detta soddisfatta in una nota “per la decisione adottata dal cda di tornare a prevedere un dividendo” e sottolinea che comunque sussistono elementi “di incertezza sugli scenari futuri e che è necessario compiere ulteriori sforzi di crescita così come più volte chiesto dalla nostra Fondazione, nel suo ruolo di investitore istituzionale, di lungo periodo, che ha a cuore lo sviluppo ed il rafforzamento di Banca Mps”.

Oggi la banca ha proposto la distribuzione di 167,7 milioni di dividendi, ritornando a remunerare anche le ordinarie rimaste a secco lo scorso anno.

Il direttore finanziario ha anche chiarito che ad ora i Tremonti bond “sono core Tier 1 e quindi o ci sono loro o c’è qualcosa di altro; se e quando non ci saranno più, o ci sarà generazione autonoma capitale o qualcosa di altro”.

Con i conti 2010 la banca ha anche fissato i nuovi paletti di Tier 1 ratio, ora all‘8,4% non contando i 40 punti base attesi dalla cessione già fatta degli immobili strumentali la cui plusvalenza è stata contabilizzata nell‘ultimo trimestre 2010.

“Ora siamo fiduciosi che [quella operazione sugli immobili] possa essere inserita nel core Tier 1”, dice Vigni.

Contando anche gli immobili il Tier1 di Mps sale a 8,8%, la banca sembra aver scongiurato il rischio di dover scomputare dal conto le azioni privilegiate proponendo una apposita delibera all‘assemblea straordinaria per adeguarsi alle nuove regole di vigilanza Crd2. Tra le iniziative di generazione di capitale in corso c’è anche una eventuale joint venture per Consum.it, società di credito al consumo, di cui ha parlato Vigni.

Grazie al decreto che ha modificato il trattamento delle Dta (attività fiscali differite), Mps ha anche tagliato la stima dell‘impatto di Basilea III e ora prevede per l‘inizio del 2014 una riduzione dei coefficienti patrimoniali di 30 punti base rispetto ai 70 punti indicati a novembre scorso.

PROSEGUE RECUPERO REDDITIVITA’ CON FORTE CALO COSTI

Per quanto riguarda i conti economici della banca, Mps ha chiuso il 2010 con 985,5 milioni di utili, in forte crescita dai 220,1 milioni di un anno prima ma inclusivi di una plusvalenza di 405 milioni che viene per lo più dalle cessioni di immobili.

Il cda ha proposto di remunerare le ordinarie con 0,0245 euro per azione e le risparmio e privilegiate per 0,0335 euro in vista dell‘assemblea del 29 aprile.

Per il 2011 Vigni ha detto di aspettarsi un anno “globalmemte migliore”, indicando nelle slide attese per un miglioramento del risultato operativo, che nel 2010 è stato di 946 milioni.

Mentre ha confermato che “prima dell‘estate” verrà presentato il nuovo piano industriale della banca, in cui sarà centrale il nuovo piano di riduzione strutturale dei costi.

Mps prevede che entro il 2013 riuscirà a tagliare ulteriormente le spese strutturali per 180 milioni.

“Il 2010 è il quarto anno consecutivo di riduzione strutturale dei costi e abbiamo in programma la seconda fase di riorganizzazione che prevede altri 180 milioni di costi in meno al 2013 e 1.400 uscite di personale. Sarà uno dei punti centrali del nuovo piano”, ha detto Vigni.

Il margine di interesse è cresciuto dello 0,4% su anno mentre si sono ridotti del 5,2% i costi operativi.

Le rettifiche per deterioramento crediti ammontano nel 2010 a 1,155,6 miliardi in calo del 21,2% sul 2009. Il tasso di provisioning è di 74 punti base.

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