23 marzo 2011 / 07:50 / 6 anni fa

PUNTO 3 - UniCredit, netto 2010 in calo, cedola cash confermata

* dividendo invariato a 0,03 euro

* core tier 1 poco mosso all'8,58%

* titolo reagisce positivamente a dati, meglio di settore

(aggiorna quotazione titolo)

MILANO, 23 marzo (Reuters) - UniCredit (CRDI.MI) chiude il 2010 con un utile netto in calo ma conferma la distribuzione di un dividendo cash invariato rispetto allo scorso anno e la solidità della struttura patrimoniale con un Core Tier I all'8,58%.

Il 2010 si è chiuso con un utile netto di pertinenza di 1,323 miliardi, dato ritenuto in linea o migliore delle attese da molti analisti. Il consensus indicato dal sito web della banca indicava 1,2 miliardi, quello elaborato da Thomson Reuters I/B/E/S a 1,57 miliardi con alcune stime però riferite a report di novembre e dicembre.

Il titolo, alle 12,50 circa, sale dell'1,2% dopo aver toccato +2,4% in seduta con volumi in linea. Lo stoxx europeo dei bancari cede lo 0,6%.

L'utile netto mostra una dinamica negativa del 22,2% rispetto al 2009, anno che aveva beneficiato di un contesto tassi più favorevole e un maggiore contributo dei proventi da negoziazione, dice una nota.

Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo cash di 0,03 euro per azione ordinaria e di 0,045 per le risparmio (CRDIn.MI). Entrambe le cedole sono invariate rispetto al 2009.

RICAVI IN CALO, BENE COMMISSIONI, RETTIFICHE SU KAZAKISTAN

Il margine di intermediazione ha raggiunto quota 26,347 miliardi in calo del 5,9% con una dinamica negativa per il 9,3% degli interessi netti a 15,993 miliardi e positiva per l'8,4% delle commissioni nette a 8,455 miliardi. Il risultato del trading si posiziona poco sopra il miliardo in calo da 1,8 miliardi del 2009.

A fronte di costi operativi in calo dello 0,1% a 15,483 miliardi, il risultato di gestione si attesta a 10,864 miliardi con un calo dell'11,3%. Il Cost/income sale al 58,8% contro il 55,6% del 2009.

Nel 2010 sono stati effettuate rettifiche di valore su avviamento per 362 milioni, quasi interamente dovute al Kazakistan. In conference call l'AD Federico Ghizzoni si è detto aperto a valutare eventuali proposte di acquisto per gli asset del paese, la cui ristrutturazione è completata.

Le rettifiche nette su crediti e accantonamenti per garanzie e impegni, invece, sono state pari a 6,892 miliardi con un costo del rischio che scende a 123 punti base.

Nel solo quarto trimestre l'utile netto è di 321 milioni, in calo su base annua ma in crescita rispetto al terzo trimestre. Lieve crescita anche per il margine di intermediazione a 6,554 miliardi.

PATRIMONIO SOLIDO, ITALIA NON SODDISFA SARA' FOCUS 2011

Sotto il profilo patrimoniale il Core Tier I cede 3 punti base a 8,58%. La banca conferma la guidance sull'impatto della transizione a Basilea 3 stimato in 131 punti base senza 'phase in' (con le regole previste a dicembre 2018) e in 76 punti base con il 'phase in' (con le regole in vigore all'1 gennaio 2013).

"Pensiamo di essere su livelli confortevoli. Anche tenendo conto della dinamica dei risk weighted asset attesa, della redditività attesa e di un'appropriata politica di dividendi", ha detto Ghizzoni.

Il manager ha poi ricordato che entro giugno verranno fornite informazioni per ciò che riguarda l'individuazione delle banche di importanza sistemica a cui saranno richiesti requisiti patrimoniali più severi.

"Da quello che sappiamo non avremo la lista delle banche ma solo i criteri seguiti", ha spiegato.

Nel 2010 l'Italia non ha avuto un trend soddisfacente e sarà il focus del 2011. "Sarà la storia di turnaround del 2011 del gruppo. Siamo fiduciosi di tornare a livelli di redditività in linea con le nostre attese", ha detto Ghizzoni.

Un cenno anche a Pioneer che potrebbe restare nel gruppo se le proposte arrivate non fossero adeguate alle ambizioni della banca.

Sul business plan infine, Ghizzoni ha precisato che sarà pronto entro l'anno senza dare indicazioni più precise.

Gianluca Semeraro

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