February 8, 2011 / 7:58 AM / 6 years ago

PUNTO 1-UniCredit, business Italia 2010 chiude in perdita-stampa

3 IN. DI LETTURA

* Perdita netta 50 mln euro attività italiane in 2010

* Rettifiche su crediti per 3,6 mld euro in 2010

* Obiettivi 2011 puntano a utile netto di 594 mln euro

* Target ricavi Italia 2011 oltre 10,12 mld

(aggiunge dati)

MILANO, 8 febbraio (Reuters) - Le attività italiane di UniCredit (CRDI.MI) si sono chiuse lo scorso anno con una perdita netta di 50 milioni, complici rettifiche su crediti per 3,6 miliardi. Lo scrive Il Sole 24 Ore riferendo quanto comunicato nei giorni scorsi dal top management della banca alle seconde linee nel corso di una presentazione riservata. I ricavi sono stati pari a 9,78 miliardi lo scorso anno, a fronte di costi operativi per 5,65 miliardi, per un risultato di gestione di 4,12 miliardi.

Le svalutazioni su crediti hanno eroso l'utile lordo a 387 milioni. Il quotidiano precisa che a fine settembre l'Italia contribuiva per poco meno del 30% alla formazione degli utili operativi consolidati.

Durante la presentazione sono stati illustrati anche gli obiettivi 2011 che, riferisce il quotidiano citando fonti interne, sono "assai rilevanti".

UniCredit punta ad arrivare a fine anno con un utile netto delle attività italiane di 594 milioni grazie a ricavi superiori a 10,12 miliardi che dovrebbero portare a un risultato di gestione di 4,59 miliardi e un utile lordo di 1,35 miliardi.

L'obiettivo è di ridurre il costo del rischio di 500 milioni quest'anno incrementando di oltre 200 milioni sia il margine da interessi che quello da servizi.

Nel 2011 si punta sulla "ripartenza degli impieghi 'buoni' a famiglie e imprese, l'aumento del rapporto tra ricavi e risk-weighted asset anche con il cross-selling tra diverse fasce di clientela", la riduzione del costo della provvista.

Durante la presentazione, sottolinea il quotidiano, il direttore generale Roberto Nicastro ha presentato i due manager "che entrano nella squadra italiana con funzioni e responsabilità di primo piano: sono Giovanni Albanese, chief risk officer nazionale, e Gianluca Totaro, responsabile risorse umane Italia".

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