December 22, 2010 / 11:05 AM / 7 years ago

INTERVISTA - Fidia, non in vista operazioni straordinarie - Cfo

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MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Non si arresta la corsa di Fidia (FDA.MI) a Piazza Affari che titolo nelle ultime sedute è salito di oltre il 50%. Secondo il direttore finanziario Eugenio Barone, intervistato da Reuters, non ci sono operazioni straordinarie in cantiere per giustificare il boom.

Oggi, il titolo della società che progetta, produce e commercializza controlli numerici, azionamenti e sistemi di fresatura per il settore degli stampi e per quello aerospaziale è in asta di volatilità e segna un rialzo teorico dell'8,42%, a 4,25 euro, dopo aver registrato un prezzo massimo valido di 4,3050 euro. Molto elevati gli scambi: sono passati di mano oltre 74.000 pezzi, contro una media dell'intera seduta di 18.000 pezzi negli ultimi trenta giorni.

Nelle ultime sedute la performance di Fidia è stata fuori dall'oridnario: il 16 dicembre aveva chiuso la seduta a 2,815 euro; a oggi si è riportata vicino ai livelli di inizio anno. Il massimo del 2010 risale all'11 gennaio, 4,85 euro.

"Spiegazioni razionali non ce ne sono", afferma Eugenio Barone, direttore amministrazione, finanza e controllo del gruppo di Torino. "Non abbiamo in corso operazioni straordinarie. Né operazioni ordinarie che possano avere effetti del genere. La spiegazione che riesco a darmi", prosegue "è che il titolo negli ultimi mesi era un po' depresso. Adesso sta recuperando".

Possibile anche che giochino un ruolo le ricoperture di chi era andato corto sul titolo.

Barone nota che "in questi giorni la borsa è andata bene". In particolare, vengono comprati i titoli industriali: "Probabilmente", ipotizza, "si scommette sulla ripresa economica e si approfitta delle attuali quotazioni".

Di sicuro, Fidia non ha operazioni straordinarie in corso, ribadisce il manager. "Non stiamo assolutamente considerando un'ipotesi di delisting", dice.

L'azionariato vede Giuseppe Morfino al 54,8% e nessun altro socio oltre la soglia del 2%.

Periodicamente, il mercato sembra scommettere su un rilancio delle trattative per una fusione con Prima Industrie (PRII.MI). L'andamento di Prima Industrie a Piazza Affari ha fatto ipotizzare che il progetto (abbandonato nel 2005) fosse stato tirato fuori dal cassetto: il titolo è passato dai 5,885 euro del 17 dicembre ai 6,98 euro (+8%) che segna oggi alle 12.

"Con Prima Industrie non c'è nulla", puntualizza Barone. "Il progetto è stato archiviato".

Fidia chiuderà il 2010, anticipa il direttore finanziario, con "un fatturato sui livelli dell'anno scorso o leggermente più basso. Ma c'è stato un recupero di redditività, legato all'attività di ristrutturazione interna".

Centrobanca, l'unico broker che ha pubblicato report su Fidia quest'anno, prevede un fatturato di 32 milioni (36,5 milioni nel 2009), un Ebitda di 1,2 milioni (stabile) e una perdita netta di 0,1 milioni (stabile). Centrobanca - che ha rating 'sell' e target price di 2,7 euro - prevede un'accelerazione dei risultati l'anno prossimo e nel 2012.

Cauto, sulle prospettive del 2011, Barone: "Guardando i dati dell'Ucimu, sembra che ci sia qualche spiraglio. Non penso ci sia ancora una ripresa stabile, ma il peggio è alle spalle".

Barone, infine, dice che non sono in cantiere operazioni straordinarie in Cina, dove Fidia è presente da anni con una joint venture. "Abbiamo un progetto per la produzione di un controllo numerico low cost", spiega, "è un'iniziativa importante per il futuro sviluppo del mercato cinese.

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