12 novembre 2010 / 17:29 / 7 anni fa

PUNTO 1- Brembo, balza utile trim3,punta oltre 1 mld ricavi 2010

MILANO, 12 novembre (Reuters) - Brembo (BRBI.MI) ha chiuso il terzo trimestre dell'anno con un utile netto di 9 milioni, in progresso del 161% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Il fatturato sale del 28% a 268,9 milioni, mentre il Mol registra un progresso del 30,5% a 33 milioni.

Nel progressivo dei nove mesi a fine settembre, il gruppo bergamasco attivo nei freni per il settore automotive ha realizzato un fatturato di 800,5 milioni, in crescita del 30,3% su anno.

Per l'intero 2010 Brembo punta a superare quota 1 miliardo, avvicinandosi ai livelli raggiunti nel 2008, dopo la flessione del 2009 (825,9 milioni), ha spiegato il direttore finanziario Matteo Tiraboschi nel corso della presentazione alla stampa dei risultati.

L'utile netto nei nove mesi è stato pari a 27,6 milioni, contro i 3 milioni dell'anno prima con un Mol di 100,9 milioni (+37,3%).

"Sono dati positivi. Brembo ha recuperato quasi interamente il gap negativo che aveva accumulato nel 2008 e soprattutto nel 2009" ha commentato il presidente e AD del gruppo, Alberto Bombassei.

ENTRA NEL MERCATO MID-PREMIUM

Nel riconfermare la presenza da leader del mercato nei segmenti tradizionali della auto e moto ad alte prestazioni, lusso e sportive, Brembo ha deciso al contempo di entrare in un nuovo segmento di mercato delle auto, quello denominato mid-premium (berline di media e alta gamma), grande dieci volte circa quello tipico del gruppo.

"E' un mercato ampio e che apre nuove prospettive", ha detto Bombassei, spiegando che la nuova strategia segue la maggiore ricerca del mercato verso l'utilizzo di componenti ad elevate performance anche per le auto di segmento medio-alto.

In quest'ottica Brembo si è aggiudicata la fornitura di nuove applicazioni per la nuova vettura classe C della Mercedes che uscirà nel 2012, con una produzione prevista di circa 500 mila auto.

Sempre con l'obiettivo di entrare in questo nuovo business il gruppo ha annunciato lo scorso settembre la realizzazione di un nuovo polo produttivo nella Repubblica Cea con un investimento triennale di circa 35 milioni di euro.

Altre nuove linee strategiche riguardano il fronte della ricerca e sviluppo - settore in cui Brembo investe oltre il 6% del proprio fatturato - con la creazione di un centro di ricerca in Cina e in Usa.

"Per la prima volta abbiamo deciso di abbandonare quello che era il nostro dogma, ovvero di mantenere la ricerca e sviluppo in Italia", dice Bombassei spiegando che l'obiettivo è quello di assecondare la maggiore domanda di prodotti più evoluti in questi mercati.

PROSEGUE INTERNAZIONALIZZAZIONE, FOCUS CINA,INDIA, BRASILE

Brembo conferma la propria strategia di internazionalizzazione rafforzata con un piano di investimenti di oltre 200 milioni di euro e con un occhio particolare ai paesi ad alta crescita come Cina, India, Brasile.

L'importanza di queste aeree è evidenziata dagli andamenti del terzo trimestre: la Cina è cresciuta del 74,1% (anche per effetto della variazione di perimetro), l'India del 72,2% e il Brasile del 19,7%.

Performance che si confrontano con +28,7% dell'Italia, +44,7% della Germania e +60,8% della Francia, mentre l'area Nafta cresce ad un ritmo dell'8,7%.

"Cina, India e Brasile sono i paesi chiave per avere una presenza internazionale, non solo per scollinare la crisi, ma per continuare a crescere", ha commentato Bombassei.

E a chi gli chiedeva, in scia alla questione sollevata recentemente da Sergio Marchionne per il gruppo Fiat FIA.MI sulla redditività in Italia, se Brembo produce utili nel paese Bombassei ha risposto: "No, basta guardare ai nostri bilanci".

"Come margine operativo in Italia guadagniamo pochissimo, siamo quasi in pareggio, ma nell'ultima riga del conto economico perdiamo", ha precisato Tiraboschi spiegando che Brembo è in perdita in Italia dal 2009.

"Stiamo facendo di tutto e di più per recuperare redditività, ma oggi ci sono condizioni che non aiutano, e parlo della flessibilità, del costo del lavoro, del costo dell'energia, del fisco", ha detto Bombassei.

"Alcuni paesi non solo sono più competitivi, ma anche più ospitali".

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