28 ottobre 2010 / 15:35 / 7 anni fa

SINTESI1-Mediobanca,buon avvio 2010-11,nonsenso merger UniCredit

(aggiunge dettagli da conference call in paragrafi 7 e 9)

di Gianluca Semeraro e Andrea Mandalà

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Mediobanca (MDBI.MI) inizia l'esercizio 2010-11 con i migliori utili e ricavi degli ultimi 12 mesi e nega l'intenzione di fondersi con UniCredit (CRDI.MI), tormentone tornato in auge con l'addio di Alessandro Profumo da Piazza Cordusio.

Nel trimestre l'utile netto si è attestato a 127,6 milioni, perdendo il confronto con il primo trimestre dell'esercizio 2009-10 che aveva beneficiato di "elevati utili" su cessioni di titoli disponibili per la vendita e di trading grazie a condizioni di mercato molto favorevoli, spiega una nota.

Stesso discorso per i ricavi, pari a 498,7 milioni in calo del 26,5% rispetto a un anno prima ma in crescita rispetto all'ultimo trimestre del 19%. Lo spaccato mostra un margine di interesse in crescita del 22,5% e utili da negoziazione per 79,7 milioni di cui 72 milioni come proventi da trading e 7,7 milioni da cessione di titoli disponibili per la vendita.

Buone notizie sul fronte delle rettifiche che sui crediti calano del 20% e sui titoli disponibili per la vendita si sono limitate a 1,1 milioni,

Tutte le divisioni riportano, per la prima volta dopo 18 mesi, risultati netti positivi e in aumento.

Il trimestre crea fiducia in un miglioramento dell'utile netto rispetto all'esercizio scorso mentre per CheBanca! si conferma il breakeven nell'ultimo trimestre solare del 2011.

Sul fronte patrimoniale Mediobanca con un Core Tier 1 sopra l'11% a fine settembre è attrezzata per affrontare le sfide di Basilea 3 e fronteggiare la crescita anche dopo la piena implementazione dei nuovi standard nel 2018 senza interventi sul capitale.

Crescita che - come spiegato dall'AD Alberto Nagel - potrebbe avvenire anche attraverso operazioni straordinarie, ma solo in alcuni settori come il private banking (in Svizzera ad esempio attraverso Cmb) o il credito al consumo e su target di taglia piccola o media, non nel corporate & investment banking e soprattutto non tramite una fusione con UniCredit.

"Non avrebbe senso né per noi né per loro", ha spiegato il manager sottolineando i rapporti "eccellenti" con Piazza Cordusio.

MEDIOBANCA NON SALIRA' IN GENERALI

Il futuro non contempla nemmeno un aumento del peso in Generali (GASI.MI) - oggi la quota è intorno al 14% - pur ribadendo "pieno sostegno" a management e cda, come spiegato da Nagel.

Sulle altre partecipazioni rilevanti - Telco, Rcs (RCSM.MI) e Gemina GEMI.MI - non si pensa a svalutazioni. I valori di carico sono allineati alle stime formulate sulla base dei piani delle società. "E' chiaro che se i piani fossero rivisti o non saranno raggiunti dovremo rivedere le nostre valutazioni".

Nagel si è poi soffermato su Telecom (TLIT.MI) sottolineando come sia "una società che beneficia di un azionariato stabile e istituzionale....Per il management è una buona base per impostare dei buoni programmi di crescita anche in paesi fuori dall'Italia", ha detto.

Bocca cucita sul possibile rinnovo dell'AD Franco Bernabè: "Oggi si parla dei conti, non di rinnovi", ha detto Nagel.

CREDITI CON PREMAFIN, FONSAI, POSIZIONI 'CAUTELATE'

Nel corso dell'assemblea Nagel ha spiegato che Mediobanca è creditrice nei confronti di Premafin PRAI.MI - holding che fa capo alla famiglia Ligresti - e Fondiaria-Sai FOSA.MI, compagnia assicurativa controllata.

Si tratta di posizioni "cautelate", ha sottolineato Nagel ricordando il rapporto ultraventennale con Ligresti e l'auspicio che si prosegua per altri 20 anni con la stessa intensità.

In particolare Mediobanca si augura di poter assistere il gruppo Ligresti in Premafin e Fonsai "nella sua veste di azionista di controllo anche futuro di questo gruppo".

Auspicio pronunciato nel giorno in cui tutta la famiglia Ligresti - il patron Salvatore e i figli Jonella, Giulia e Paolo - si sono recati in Piazzetta Cuccia trattenendosi circa un'ora.

Probabilmente hanno incontrato Vincent Bollorè, imprenditore francese socio di Mediobanca, che ieri ha comunicato di aver aumentato la quota in Premafin al 5%.

Voci stampa indicano Bollorè come tramite per un'integrazione tra Fonsai e un grosso gruppo francese. L'imprenditore oggi si è limitato a dire che si tratta di "un piccolo investimento che esprime la fiducia nell'Italia e nella famiglia Ligresti che sono amici" e che il 5% è sufficiente.

E alla domanda se avesse incontrato oggi la famiglia Ligresti ha glissato con un generico "in Mediobanca tutti incontrano tutti".

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below