Non Profit, matricola Vita non darà dividendo ma va a ruba

venerdì 22 ottobre 2010 15:39
 

MILANO, 22 ottobre (Reuters) - Ha esordito oggi con il botto sul segmento Aim della Borsa Vita Società Editoriale (VITA.MI: Quotazione), il primo gruppo del non profit quotato e che per statuto non distribuisce dividendi.

"Lo statuto prevede che la modifica della parte relativa alla (non) distribuzione degli utili richieda il voto del 90% del capitale sociale" spiega Paolo Migliavacca, AD della società che svolge in prevalenza attività editoriale nel terzo settore, sottolineando che esiste un patto parasociale tra i due principali azionisti, Fondazione Vita (che detiene il 15%) e PIA Partecipazioni Interessenza Azionarie (al 14%), che di fatto impedisce che questo possa accadere.

Vita ha scelto la Borsa "per dotarci di più mezzi, per provare a sviluppare tutti i progetti che abbiamo nel cassetto" ha spiegato il presidente Riccardo Bonacina preannunciando come prima iniziativa post-IPO l'imminente grande rilancio del settimanale omonimo, che sarà seguito dallo sviluppo delle attività sul web e nella consulenza.

Insieme a Fondazione Vita e PIA, altri cinque importanti soci detengono il 56% del capitale sociale: si tratta di Iccrea Holding (8%), MaIS (5%) di Isabella Seragnoli, Istituto Atesino di Sviluppo (4%), gli eredi di Carlo Caracciolo (4%), Consorzio Gino Mattarelli (6%).

I rimanenti azionisti hanno partecipazioni inferiori al 3% (la soglia oltre la quale devono essere comunicate le partecipazioni rilevanti sull'Aim). Tra questi, come spiega l'AD, c'è "un buon numero di banche popolari, qualche sgr, qualche individuo, qualche fondazione bancaria". Presenti anche Mittel e un veicolo legato alla fondazione Cariplo. Dopo l'aumento di capitale, che ha raccolto circa 2,5 milioni di euro, la società ha visto ridursi la percentuale del capitale sociale in mano a enti non profit al 38%.

La capitalizzazione di Vita è di circa 8 milioni.

Il flottante, è pari a circa il 30-35%, secondo quanto precisato dall'AD, derivante "dall'aumento di capitale e dalle partecipazioni dei soci che non hanno aderito al lock up".

Il titolo, collocato a 0,94 euro, intorno alle 15,40 è in asta di volatilità, con un rialzo teorico superiore al 36%.