Cina, atteso rallentamento utili banche dopo sem1 forte

giovedì 26 agosto 2010 16:55
 

SHANGHAI/HONG KONG, 26 agosto (Reuters) - Si preannunciano tempi difficili per i colossi bancari cinesi come Industrial & Commercial Bank of China (ICBC) (1398.HK: Quotazione) e Bank of China (3988.HK: Quotazione) dopo un forte secondo trimestre.

Gli utili dei principali istituti del paese, dopo il picco raggiunto grazie al boom dei prestiti voluto dal governo e alla crescita dei margini di interesse, risentiranno presto di un rallentamento degli impieghi e di un peggioramento della qualità degli asset.

Gli analisti sottolineano in particolare un contesto di politica economica mutata in direzione di una stretta di liquidità per raffreddare la corsa dell'economia, mentre le autorità di regolamentazione impongono alle banche di attivarsi per essere pronte ad affrontare una crescita delle sofferenze soprattutto se il mercato immobiliare inizierà a peggiorare.

"La crescita degli utili delle banche può avere raggiunto un picco visto che gli impieghi dovrebbero rallentare nel secondo semestre e c'è poco spazio per una crescita ulteriore dei margini di interesse", ha detto Qiu Peng, analista di Western Securities.

"C'è anche una persistente preoccupazione sulla qualità dell'attivo delle banche in caso di un rallentamento drastico dell'economia, ma finora non ci sono segnali di deterioramento. Queste paure continueranno comunque a pesare sui titoli bancari", aggiunge.

ICBC e Bank of China, la prima e la quarta banca della Cina hanno annunciato oggi utili in crescita rispettivamente del 38% e del 15% nel secondo trimestre sulla spinta della forte attività di impieghi, chiudendo così una stagione di forti risultati per il comparto in Cina e che rispecchia un'economia cresciuta al ritmo del 10,3% nel secondo trimestre.

I due istituti hanno tuttavia espresso cautela per il secondo semestre citando incertezze sul contesto economico interno ed internazionale che pongono grosse sfide all'espansione del business in un settore che sta cercando di trasformarsi e affrancarsi dalla guida dello Stato verso un orientamento più commerciale e maggiormente rivolto al mercato.