Banche italiane, perdite su crediti triplicate da 2006 - R&S

giovedì 29 luglio 2010 16:32
 

MILANO, 29 luglio (Reuters) - Nel 2009 i ricavi delle maggiori banche italiane hanno segnato una ripresa dello 0,7% grazie al recupero del risultato di negoziazione cresciuto a 1.761 milioni di euro, dopo il saldo negativo di 5.435 milioni segnato nel 2008.

E' quanto emerge dall'analisi dell'annuario R&S di Mediobanca, che ha dedicato un focus particolare alle 5 maggiori banche italiane: Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) , Intesa (ISP.MI: Quotazione), Montepaschi BPS.MI, Banco Popolare (BAPO.MI: Quotazione) e Ubi (UBI.MI: Quotazione)

I risultati aggregati del primo trimestre del 2010 sono sostanzialmente in linea con quelli registrati nel 2009, segnando una crescita dello 0,3%. Nei primi tre mesi del 2010 le perdite su crediti sono cresciute del 6,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, confermando la tendenza che le ha viste aumentare del 71,7% nel 2009, quando hanno toccato quota 14,9 miliardi euro. Le perdite su crediti sono più che triplicate rispetto al 2006, quando i ricavi erano più o meno gli stessi registrati oggi, notano da R&S.

Questo comporterebbe, se si estendessero all'intero 2010 le tendenze e i costi manifestatisi nel primo trimestre, un risultato aggregato di 5,3 miliardi di euro, dai 6,5 miliardi registrati nel 2009.

In aumento i crediti deteriorati netti, cresciuti a 76,7 miliardi di euro a fine 2009 dai 44,8 miliardi registrati a fine 2008. A marzo 2010 la situazione meno favorevole è di Banco Popolare, i cui crediti deteriorati sono pari al 10,5% dei crediti alla clientela e all'83% del capitale netto.

Da R&S segnalano l'aumento nel portafoglio dei crediti deteriorati delle banche degli "incagli", sintomo di di una situazione problematica temporanea e contingente, che sono passati al 43,5% nel 2009 dal 38,5% nel 2008.

Un elemento di potenziale fragilità - si sottolinea - perchè, perdurando le incertezze del contesto economico, la massa degli incagli potrebbe trasformarsi nelle più gravi "sofferenze" (al 39% del portafoglio nel 2009).

Se si ripresentasse lo scenario di fine 2007, con le sofferenze pari al 50% dei crediti deteriorati, esemplifica l'analisi, i maggiori istituti dovrebbero effettuare ulteriori accontonamenti per circa 7 miliardi di euro, una grandezza superiore ai 5 miliardi di utili realizzati nel 2009.