Enel vince per utili, pubblico paracadute per l'economia - R&S

giovedì 29 luglio 2010 16:30
 

MILANO, 29 luglio (Reuters) - E' Enel (ENEI.MI: Quotazione) l'azienda italiana che vanta nel 2009 il miglior risultato netto, con un utile di 5.395 milioni di euro.

E' quanto emerge dall'ultima edizione dell'annuario R&S di Mediobanca, che dal 1976 analizza la situazione economico finanziaria dei 50 maggiori gruppi quotati in borsa operanti in Italia (39 gruppi industriali, 40 con la Fiat, valutata al netto consolidato di Exor, 6 bancari e 6 assicurativi).

Scende in seconda posizione la leader del 2008 Eni (ENI.MI: Quotazione), pagando il calo del prezzo del greggio ma mettendo a segno nel periodo 2005-2009 utili di poco inferiori rispetto alla somma di tutti i gruppi industriali privati nello stesso periodo.

Sul podio dei migliori anche Telecom Italia TCM.MI con un utile netto di 1.578 milioni di euro. Maglia nera per Fiat FIA.MI che nel 2009 ha collezionato perdite per 838 milioni di euro e STMicroelectronics (STM.PA: Quotazione), che l'anno scorso ha chiuso con un passivo di 785 milioni di euro.

L'analisi di R&S mette faccia a faccia big pubbliche e private e disegna un quadro che vede un settore pubblico quotato in borsa che ha esercitato un "effetto paracadute" sulla caduta dell'economia provocata dalla crisi mondiale, producendo più utili, versando più tasse e mantenendo i livelli occupazionali.

Lo confermano i dati: complessivamente, secondo l'analisi, i 50 maggiori gruppi italiani quotati hanno registrato un crollo del risultato netto del 52% nel periodo compreso tra il 2005 e il 2009.

La performance dei gruppi con azionista pubblico ringrazia soprattutto Enel, Finmeccanica e Terna, che limitano il calo degli utili al 27%, mentre per i gruppi industriali privati la flessione dell'utile è stata dell'80%.

Le quotazioni di borsa mostrano un calo proporzionalmente inferiore rispetto agli utili, a conferma che il mercato si è reso conto dell'eccezionalità della situazione economica. E anche in questo caso le società con azionista pubblico hanno retto meglio, riducendo il loro valore di borsa dell'1,9% rispetto al crollo del 25% registrato dalla società private.

Bisogna pur sempre tener conto, per l'analisi, che si sta parlando del "grande pubblico", operante in settori anticiclici o fortemente regolamentati, come quello energetico. Ma non si può non notare come, per quanto riguarda il fatturato, i maggiori gruppi statali nel 2009 abbiano registrato un fatturato superiore del 15% rispetto a quelli privati, ribaltando la situazione del 2005.   Continua...