Siderurgia, +37,8% produzione primi cinque mesi 2010-Federacciai

lunedì 28 giugno 2010 17:16
 

MILANO, 28 giugno (Reuters) - Il settore siderurgico italiano ha incrementato la produzione nei primi cinque mesi del 2010 del 37,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, pari a un totale di oltre 11,2 milioni di tonnellate.

I dati sono stati diffusi da Federacciai in occasione della sua assemblea alla quale hanno partecipato anche il vice presidente della Commisione Ue e commissario all'Industria Antonio Tajani e il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia.

"La 'ripresina' c'è stata, ma non sembra avere basi solide se si considera quanto sta avvenendo oltre i confini italiani. In Germania, per esempio nei primi quattro mesi del 2010, la produzione di acciaio è cresciuta del 61,9%. E la stessa Ue27 ha messo a segno un 44,3%", ha detto il presidente di Federacciai Giuseppe Pasini nel corso dell'assemblea annuale.

I prodotti piani a caldo sono balzati del 69%, quelli lunghi a caldo hanno segnato appena un +8,7%, mentre si sono contratti il tondo per cemento armato (-21,8%), i larghi piatti (-18,2%) e le lamiere da treno (-4,5%).

L'associazione che rappresenta la siderurgia italiana ha chiesto a governo e Commissione europea di ristrutturare gli strumenti di difesa commerciale già esistenti rivedendo anche la normativa antidumping.

"Stiamo valutando che non ci siano posizioni dominanti. Le preoccupazioni dell'industria dell'acciaio sono fondate. Dobbiamo fare in modo che non ci siano violazioni delle norme sulla concorrenza", ha detto Tajani a margine dell'incontro.

In particolare contro la concorrenza sleale asiatica "il governo italiano sta lavorando in modo molto intenso", ha detto Saglia. "Non possiamo mettere dei dazi, semmai li dobbiamo togliere sulle materie prime e fare in modo che queste produzioni siano competitive".

Per il sottosegretario bisogna piuttosto puntare su regole e standard di qualità che tutelino l'industria europea da prodotti la cui qualità è invece scarsa e "puntare sui lavori pubblici, grandi infrastrutture".