Banche Italia, utili non sufficienti per rafforzamento ratio-Fmi

mercoledì 2 giugno 2010 13:19
 

MILANO, 2 giugno (Reuters) - Le banche italiane restano vulnerabili anche se trarranno beneficio dalle migliorate condizioni macroeconomiche. Tuttavia, a causa delle elevate svalutazioni sui crediti, non saranno in grado di generare utili sufficienti a rafforzare in modo significativo i ratio patrimoniali.

E' quanto si legge nel rapporto sull'Italia compilato al termine della missione annuale 'article IV' del Fondo Monetario Internazionale.

"I ricavi sono attesi in rialzo moderato riflettendo un basso incremento degli impieghi, una limitata crescita dei tassi di interesse e alcuni contributi positivi sul lato delle commissioni", si legge nel rapporto.

"Uno scenario più favorevole per le aziende e le famiglie dovrebbe rallentare il ritmo di deterioramento della qualità del credito. Tuttavia, a causa di un'economia ancora fragile e dello sfasamento temporale tra ripresa e miglioramento dell'asset quality, le banche continueranno a far fronte a alti livelli di rischio sul credito nei prossimi due anni", prosegue il rapporto.

Sulla base di un'analisi di scenario condotta sulle cinque principali banche del paese, gli istituti di credito non sembrano in grado di generare utili sufficienti a rafforzare significativamente i ratio patrimoniali, secondo l'Fmi.

Con uno scenario macroeconomico di riferimento che vede una crescita del pil dello 0,8% nel 2010 e dell'1,2% nel 2011, gli impieghi sono attesi in crescita dell'1-3% nel biennio, così come i ricavi, si legge nel rapporto.

Gli accantonamenti su perdite su crediti sono visti in crescita tra il 6 e il 9% nel 2010, mentre sono attesi in un range tra invariati e -3% nel 2011.

Sulla base di questi assunti, gli accantonamenti del biennio 2010-2011 dovrebbero essere più alti di un terzo rispetto al 2008-2009.

Con utili in miglioramento ma sotto i livelli pre crisi e un'ipotesi di distribuzione di dividendi nell'ordine del 10-30% dei profitti, il Core Tier I aggregato dovrebbe crescere meno di 0,5 punti percentuali entro il 2011.

Il gap tra il patrimonio attuale e il livello dell'8% di Core Tier I si chiuderà progressivamente entro il 2010 ma con differenze significative tra banca e banca, dice il Fmi.