RPT- Acea, cda dalle 18 su conti 2009, atteso calo Ebitda 7/8%

lunedì 29 marzo 2010 15:44
 

ROMA, 29 marzo (Reuters) - Acea (ACE.MI: Quotazione) riunisce oggi alle 18 il consiglio di amministrazione per esaminare il progetto di bilancio da portare all'assemblea del 29 aprile, con attese di un calo dell'Ebitda tra il 7 e l'8% e un taglio della cedola vista a 20 centesimi dai 66 dell'anno prima.

Secondo le stime di alcuni analisti, raccolte da Reuters, l'Ebitda dovrebbe scendere a fine 2009 attorno a 575 milioni di euro dai 623,5 del 2008. A pesare sui conti la difficile congiuntura che ha ridotto i volumi di energia venduta sul mercato libero e i margini delle vendite. In particolare sarebbe negativo il contributo all'Ebitda della jv AceaElectrabel.

L'utile netto potrebbe quindi scendere, secondo una media delle stime raccolte, attorno a 48 milioni, con una flessione di circa il 75% determinata anche dagli effetti negativi della moratoria fiscale che ha comportato una spesa una tantum di quasi 90 milioni.

La cedola risente sia del calo della redditività, sia degli imprevisti fiscali e potrebbe ridursi, secondo le stime degli analisti a poco più di 20 centesimi di euro per azione dai 66 distribuiti con il bilancio 2008.

Il debito resta ancorato a poco più di 2,1 miliardi, un dato già visto con la terza trimestrale.

Tutti gli analisti sentiti sottolineano l'importanza dell'evoluzione del negoziato con il socio francese Gdf Suez GSZ.PA con cui Acea ha una joint venture per la produzione, vendita e trading di elettricità.

La vertenza, per la quale il management ha avuto mandato di ricorrere all'arbitrato internazionale, si gioca ora su una richiesta di risarcimento con cui Acea vuole compensare l'ipotizzata rottura degli accordi parasociali, che secondo indicazioni di stampa assomma a una cifra di circa 300 milioni di euro e che non ha trovato conferme dalla società.

L'assemblea dovrà anche rinnovare gli organi sociali e lo statuto è stato recentemente cambiato per modificare il meccanismo di elezione dei consiglieri di minoranza. Oltre ai rappresentanti del Comune di Roma, azionista di controllo con il 51%, entreranno in consiglio con questo meccanismo due rappresentanti dei francesi, che hanno il 9,9% e due di Francesco Gaetano Caltagirone, salito sopra il 9%. Restano fuori e per questo avevano votato contro in assemblea, i rappresentanti dei piccoli azionisti che, oggi hanno annunciato di impugnare davanti al Tar e alla Consob le delibere che hanno cambiato l'articolo 15 dello statuto.