Fiat punta su Italia, ma va giudicata con equilibrio - AD

venerdì 26 marzo 2010 13:24
 

TORINO, 26 marzo (Reuters) - Fiat FIA.MI continua a puntare sull'Italia e chiede di essere giudicata con equilibrio.

L'AD del gruppo Sergio Marchionne, durante l'assemblea degli azionisti, risponde alla critiche e ribadisce i punti fermi per il rilancio.

"Se si vuole una grande industria dell'auto in Italia è necessario comportarsi di conseguenza", ha ammonito il manager.

Marchionne ha replicato a chi parla di "disattenzione" del gruppo per l'Italia, ricordando che il piano presentato a dicembre 2009 prevede di passare in tre anni da 650.000 a 900.000 vetture prodotte nel paese.

"La Fiat non è andata all'estero per capriccio e di sicuro non ha dimenticato l'Italia", ha detto.

"A volte ho l'impressione che politica e sindacati non abbiano compreso gli sforzi che la Fiat ha fatto per gestire una situazione così critica", ha spiegato Marchionne, ricordando gli effetti della crisi finanziaria sui livelli produttivi.

Marchionne ha anche difeso la scelta di distribuire quest'anno il dividendo.

I critici hanno dimenticato che lo scorso anno "gli azionisti non hanno avuto neanche un centesimo. Se il 2008 per la Fiat ha segnato il trading profit più alto della sua storia gli azionisti non hanno avuto dividendi".

C'era allora una situazione di forte incertezza sul futuro e si è preferito privilegiare la liquidità.

"Adesso non c'è più quella incertezza e pagare i dividendi è un atto dovuto. Alla luce dei risultati e anche sulla base di prospettive più certe per il futuro", ha detto Marchionne.