March 17, 2010 / 2:25 PM / 7 years ago

SINTESI-UniCredit,Profumo vince con i conti,nega voci dimissioni

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di Gianluca Semeraro

MILANO, 17 marzo (Reuters) - In casa Unicredit (CRDI.MI) Alessandro Profumo vince con i conti 2009, battendo nettamente le attese, e sgombra il campo dalle voci recenti su sue minacce di dimissioni qualora gli azionisti non avessero appoggiato il piano della banca unica.

Il gruppo bancario ha infatti archiviato il 2009 con un utile di 1,7 miliardi di euro, sopra le attese, che consente il ritorno a un dividendo in contanti di 0,03 euro dopo lo stop del 2008 quando la cedola era stata soltanto in azioni.

"Abbiamo deciso di dare un dividendo perché abbiamo una buona base patrimoniale, capacità interna di generare capitale più le risorse dell'aumento", ha spiegato Profumo, rispondendo indirettamente ai richiami di Bankitalia sulla destinazione prioritaria degli utili al rafforzamento patrimoniale. Sulla politica futura di dividendi bisogna però aspettare le nuove regole di Basilea III, ma nel board c'è attenzione sul tema e interesse a "un flusso di dividendo consistente".

Profumo ha poi opposto un secco 'no' alla domanda sulle voci di sue dimissioni, circolata con insistenza negli ultimi due giorni, e ha rimarcato "rapporti buoni" con gli azionisti, definendo "giusta dialettica" le discussioni sul progetto di banca unica.

La risposta del mercato è chiara: poco sensibile nei giorni scorsi alle voci di dimissioni, ha invece espresso un giudizio nettamente positivo sui conti e premia il titolo con un +6%.

Banca Unica: Per Profumo Giusta Riflessione Approfondita

Sul tema della banca unica, che ridisegnerà il network del gruppo con la fusione delle banche reti nella holding, è giusta una riflessione più approfondita, secondo Profumo che accetta così uno slittamento dei tempi rispetto al suo progetto iniziale.

"Non ho mai discusso con gli azionisti, ma attraverso il board", ha precisato. "Le relazioni sono buone come sono sempre state. Ci sono cose su cui si è ritenuto di fare un'analisi più approfondita e io penso che sia appropriato. Inoltre ieri il board era già occupato con i conti", ha aggiunto in merito alla convocazione del cda straordinario del 13 aprile sul tema.

"A me importa che la banca soddisfi i clienti e su questo la riorganizzazione è focalizzata. Vi ricordo che ieri il comitato strategico ha espresso appoggio al piano", ha poi aggiunto.

Il tema di un 'country chairman' o di un direttore generale non è stato discusso per ora. "Abbiamo country chairman in Germania, Austria e Polonia, possiamo valutare di averlo anche in Italia, non è un topic strano". Sul direttore generale "non ho alcuna risposta perché il problema [della banca unica] sinora non si è posto in questi termini".

"Desideriamo capire bene come funzionerà l'operatività visto che passiamo da una holding pura a una holding operativa e quindi andremo ad analizzare le diverse problematiche e spiegare, tranquillizzare e trovare eventuali soluzioni", ha concluso.

Utile Anche in trim4, Core Tier I All'8,47%

Diversamente dal consensus, UniCredit riesce a strappare l'utile anche nel solo quarto trimestre per 371 milioni contro attese di una perdita di 4 milioni.

I conti 2009 mostrano poi ricavi in crescita con il margine di intermediazione cresce nel 2009 del 2,6% a 27,572 miliardi malgrado interessi netti, in calo del 5,8% a 17,3 miliardi (ma solo -1,9% con cambi e perimetro costanti), che hanno risentito della cancellazione dal terzo trimestre delle commissioni di massimo scoperto e di un contesto di tassi "tutt'altro che favorevole".

Nell'anno sono state effettuate rettifiche su crediti e accantonamenti per garanzie e impegni per 8,3 miliardi con un costo del rischio a 142 punti base.

Sul fronte patrimoniale il Core Tier I, calcolato pro forma con il recente aumento di capitale, si attesta all'8,47%, il Tier I al 9,49%.

Unicredit Non Puo' Tirarsi Fuori Da Temi Mediobanca

Profumo non si è sottratto nemmeno alle domande su Mediobanca (MDBI.MI). Sul tema di un eventuale cambio di presidenza, "non possiamo chiamarci fuori, in quanto siamo i primi azionisti" dice l'AD forte della sua quota vicina al 9% nella banca d'affari.

La questione si porrebbe in caso del ventilato passaggio dell'attuale numero uno di Piazzetta Cuccia Cesare Geronzi alla guida di Generali (GASI.MI).

E alla domanda se UniCredit voterebbe a favore di questa ipotesi, il manager si limita a ricordare che "per ragioni Antitrust UniCredit non vota" nell'assemblea di Generali.

Tema che peraltro si pone ormai solo via Mediobanca alla luce dell'operazione conclusa stamane con cui, in ottemperanza alle disposizioni dell'authority formulate all'epoca della fusione con Capitalia, UniCredit ha collocato il 2,84% di Generali a 18 euro per azione con una minusvalenza di 67 milioni. Il 2,26% è stato acquistato da Fondazione Crt, azionista di Unicredit, e Ferak tramite Effeti.

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