Eni, netto 2009 scende di 250 mln a 4,367 mld su accantonamenti

giovedì 11 marzo 2010 14:54
 

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Eni (ENI.MI: Quotazione) ha rivisto al ribasso l'utile netto consolidato 2009, a 4,367 miliardi di euro da 4,617 mld del preconsuntivo, a causa di un maggiore accantonamento di 250 milioni di euro destinato al fondo contenziosi legali relativo alla controverso con il consorzio Tskj in Nigeria, mentre resta invariata la cedola di 1 euro per azione.

E' quanto si legge in un comunicato del colosso petrolifero italiano che ha oggi approvato il bilancio consolidato del gruppo. Tale onere, classificato fra quelli non ricorrenti in conformità alle disposizioni Consob, non modifica l'utile adjusted consolidato di 5.207 milioni annunciato nel preconsuntivo.

Il consiglio inoltre ha deliberato di proporre all'assemblea la distribuzione del dividendo di 1 per azione, di cui 0,50 già distribuiti nel settembre 2009. Il dividendo a saldo di 0,50 per azione sarà messo in pagamento a partire dal 27 maggio, con stacco cedola il 24 maggio.

Il titolo in borsa è peggiorato dopo la notizia e alle 14,52 cede l'1,51% a 17,60 euro.

L'accantonamento si riferisce all'inchiesta della Procura di Milano che ipotizza il reato di corruzione internazionale sull'eventuale quota di pertinenza della ex Snamprogetti, ora in Saipem (gruppo Eni), degli oltre 180 milioni di dollari di tangenti pagate dal consorzio internazionale Tskj (formato dalla statunitense Kbr (KBR.N: Quotazione), dalla giapponese Igc, dalla francese Technip (TECF.PA: Quotazione) e dall'italiana Snamprogetti) ad esponenti politici e dirigenti nigeriani dal 1994 al 2004 per assicurarsi appalti sul gas da 6 miliardi di dollari.

Il pm di Milano Fabio De Pasquale ha presentato un ricorso in Cassazione per cercare di impedire a Eni e Saipem di contrattare con la pubblica amministrazione nigeriana. Una precedente richiesta in questo senso era stata negata già dal tribuinale del riesame.