February 24, 2010 / 12:43 PM / 7 years ago

PUNTO 2 - Mediobanca triplica netto in sem1, spazio per cedola

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(riscrive aggiungendo contenuti conference call)

MILANO, 24 febbraio (Reuters) - Mediobanca (MDBI.MI) chiude il primo semestre dell'esercizio 2009-10 con un utile netto quasi triplicato e ricavi in crescita malgrado uno scenario macroeconomico ancora difficile.

Se questo trend di risultati dovesse confermarsi anche nei prossimi trimestri ci sarà spazio per una proposta di dividendo al board dopo che nell'esercizio 2008-09 la crisi ha costretto Piazzetta Cuccia a non distribuire cedola in contanti.

I primi sei mesi dell'esercizio 2009-10 si sono chiusi con un utile netto di 270 milioni contro i 100 milioni di un anno prima e un margine di intermediazione di 1,145 miliardi in crescita del 21,9%.

Lo spaccato dei ricavi mostra un margine di interesse in salita del 3,8% a 441,7 milioni e proventi da negoziazione che balzano dell'81,2% a 313 milioni.

A fronte di una dinamica dei costi in crescita del 16%, il cost/income comunque riesce a scendere al 34% dal 41% di fine giugno 2009.

Anche sul fronte patrimoniale si registrano progressi con il Core Tier 1 che si porta all'11% rispetto al 10,3% di fine giugno 2009. Il dato include alcune ipotesi di dividendo, secondo quanto spiegato dall'AD Alberto Nagel in conference call.

"Se continuiamo ad avere questi risultati ci sarà spazio per una proposta al board di un dividendo. Ma è troppo presto in quanto abbiamo davanti uno scenario fragile e bisogna essere prudenti", ha spiegato.

CheBanca!, l'iniziativa retail del gruppo, chiude il semestre con una raccolta vicina agli 8 miliardi, 270.000 clienti e un risultato netto negativo per 49 milioni.

Il breakeven è atteso, come da piano, nel 2011 "probabilmente verso la fine di dicembre 2011", ha detto Nagel sottolineando "il grande potenziale", del progetto.

Il semestre ha segnato il ritorno all'utile per 87 milioni della divisione 'Principal Investing' in cui sono collocate le tre partecipazioni strategiche Generali (GASI.MI), Rcs (RCSM.MI) e Telco (la holding che controlla Telecom Italia (TLIT.MI)), il cui valore di mercato è salito a 4 miliardi dai 3 di fine giugno 2009.

La valutazione di Telco dipende dalla valutazione contenuta nel piano industriale che il cda della compagnia telefonica esaminerà domani, ha spiegato Nagel. "Se il piano implicherà una valutazione diversa faremo le nostre considerazioni e potremmo giungere a conclusioni diverse. Finora non ci sono segnali di revisione della valutazione", ha aggiunto.

Gli utili delle partecipazioni equity si sono attestati a 106 milioni: nella nota si sottolinea che l'apporto delle Generali ha compensato le perdite di Rcs e Telco.

Le rettifiche di valore su crediti sono arrivati a 270,4 milioni (207,1 milioni a dicembre 2008).

Le sofferenze nette sono pari allo 0,5% dei crediti alla clientela e sono coperte all'80%. Il totale delle attività deteriorate, pari al 2,3% degli impieghi alla clientela, ha un tasso di copertura superiore al 50%.

Le attività finanziarie sono state svalutate per 90,4 milioni, dato che si riferisce ai soli asset disponibili per la vendita.

Gli impieghi nel semestre sono scesi del 5%, a 33,5 miliardi. Il patrimonio netto è salito a 6,2 miliardi da 5,7 miliardi a giugno 2009.

Nel private banking le masse gestite sono aumentate del 6%, a 10,9 miliardi.

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