Candy, gennaio positivo, vede crescita mercato in 2010

mercoledì 10 febbraio 2010 14:23
 

MILANO, 10 febbraio (Reuters) - Candy chiude il quarto trimestre 2009 con vendite in sostanziale tenuta e inizia il 2010 con risultati positivi che fanno guardare con ottimismo al resto dell'anno, con il mercato visto tornare a una moderata crescita.

Il gruppo di elettrodomestici a totale capitale privato, che fa capo alla famiglia Fumagalli, ha registrato nel periodo ottobre-dicembre volumi in crescita dell'1,1% e un fattturato in calo dell'1%, a fronte di un mercato europeo degli elettrodomestici che in media ha perso il 4,5% in termini di volumi.

A gennaio la crescita è stata del 19% in volumi e del 10% in fatturato.

"I primi segnali del 2010 sono positivi, sono ottimista, penso che il mercato crescerà tra il 3 e il 5%", ha commentato il presidente operativo Aldo Fumagalli presentando i risultati.

Per l'intero 2009 il fatturato di Candy è sceso del 14%, secondo i dati preliminari, a 937 milioni di euro ma le misure di contenimento dei costi hanno portato a un miglioramento del risultato operativo e al ritorno a un risultato netto positivo.

"Per il 2009 ci si aspettava un anno difficilissimo ma il mercato europeo è andato male ma non malissimo, è calato dell'11%, una cifra non disastrosa", ha detto Fumagalli.

Tra le sfide del 2010 il manager ha citato i rincari delle materie prime. "Sarà un anno di pressione dal punto di vista di costi e spese, ma grazie a un aumento dei volumi pensiamo a risultati più positivi rispetto al 2009", ha dichiarato.

Sul fronte investimenti, per l'anno in corso la stima è di una cifra di 40 milioni di euro, in linea con il 2009.

Per quanto riguarda gli incentivi agli elettrodomestici, Fumagalli ha ribadito la posizione critica condivisa da molti produttori rispetto alla loro forma attuale.

"Noi siamo molto critici rispetto alla strutturazione degli incentivi agli elettrodomestici in Italia", ha detto, ricordando che attualmente rientrano nella ristrutturazione delle case, sistema complicato a cui pochi hanno fatto ricorso. Diverso invece quanto fatto per i soli frigoriferi, per cui è stato individuato un sistema di incentivazione diretta "che ha funzionato".

"Noi continuiamo come associazione a fare proposte", ha proseguito. "Sono in discussione con il governo altre forme di incentivo, quelle di oggi non funzionano".