UniCredit, 2010 in parte sopra attese per private banking Italia

lunedì 18 ottobre 2010 14:43
 

MILANO, 18 ottobre (Reuters) - Il 2010 per UniCredit Private Banking Italia (CRDI.MI: Quotazione) si presenta in linea con le attese di inizio anno e al di sopra delle aspettative per ciò che riguarda il risparmio gestito.

Lo ha detto l'AD Dario Prunotto nel corso della presentazione del 'Wealth society report 2010'.

"Il risultato è nelle attese e in parte anche sopra le attese di inizio anno", ha detto. "E' sopra le attese il risultato di alcune componenti quali il risparmio gestito: il lancio di servizi di advising in quest'area ha incontrato risultati superiori", ha spiegato il manager.

Prunotto poi si è detto "abbastanza tranquillo" sulla partenza del progetto One4C, prevista dall'1 novembre. "L'obiettivo era arrivare in piena forma a questo passo importante. Tutto è andato secondo le aspettative", ha spiegato il manager sottolineando l'opportunità di proporre i prodotti anche attraverso le 4.500 filiali retail del gruppo oltre che nei 170 punti di contatto con la clientela della divisione.

UniCredit Private Banking Italia a fine giugno gestiva un patrimonio di circa 71 miliardi di euro di cui 800 milioni in hedge fund. A livello europeo - vale a dire Italia, Germania, Austria e Polonia - nel trimestre luglio-settembre è stata registrata una raccolta di 2,4 miliardi, "cifra molto buona", come ha commentato Andreas Wolfer responsabile del private banking del gruppo.

"Il 2011 si presenta con uno scenario di tassi bassi e rischi latenti. Certo non si può più parlare di crisi. E' molto significativo l'atteggiamento dei clienti più aperto e meno 'miracolistico'", ha detto Prunotto.

Il 'Wealth society report 2010', realizzato dalla GPF con un centinaio di interviste, è una ricerca di tipo qualitativo finalizzata a una migliore comprensione della clientela 'private', vale a dire una popolazione con risparmi oltre 500.000 euro, nel loro ambito quotidiano.

Rispetto all'analoga ricerca condotta nel 2006 emerge da parte dei clienti una maggiore attenzione ai rischi, la domanda di investimenti sostenibili e un cambio di orizzonte temporale, dal breve al lungo termine.