Seat in netto calo dopo profit warning, colloqui per debito

lunedì 28 dicembre 2009 11:07
 

MILANO, 28 dicembre (Reuters) - Seat Pagine Gialle PGIT.MI è in netto calo a Piazza Affari sulla scia dell'annuncio di risultati 2010 e 2011 inferiori a quelli previsti dal piano presentato lo scorso febbario.

Attorno alle 11,00 Seat cede l'1,74% a 0,1637% euro in decisa controtendenza rispetto all'intero mercato che vede l'indice FTSE AllShare .FTITLMS in rialzo dello 0,8%.

Scambi vivaci, considerato anche il clima festivo, con circa 6,2 milioni di titoli trattati a fronte di una media giornaliera delle ultime trenta sedute di quasi 20 milioni di pezzi.

"Seat è in calo dopo il profit warning annunciato prima di Natale. Non ci sono nuovi numeri (sui risultati)... si abbassa la guidance per il consensus", afferma un broker.

Nell'ultima seduta di borsa prima della pausa natalizia, ma a mercato chiuso, Seat ha annunciato che a causa del peggioramento delle condizioni macroeconomiche i risultati 2010 e 2011 sono attesi inferiori a quanto originariamente ipotizzato nel piano del febbario 2008, che stimava per il 2011 Ebitda di gruppo a 580 milioni.

Il gruppo ha comunque confermato le linee guida indicate a novembre 2009 che indicavano per quest'anno ricavi in calo dell'8-10%, Ebitda di gruppo a 520-540 milioni.

"Il comunicato non è certo una sorpresa dato che il piano originario prevedeva un Ebitda di 560 nel 2009, con un aumento previsto a oltre 580 milioni di euro nel 2011. L'obiettivo del 2009 è stato rivisto al ribasso a 520-540 di euro lo scorso agosto con la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2009", commenta Esn/Akros in una nota nella quale conferma il giudizio "hold" e il target price di 0,25 euro.

"Il consensus è già nella regione dei 500 milioni di euro sia per il 2010 e il 2011, mentre le nostre stime sono del 3-4% più alte", prosegue Akros.

Seat ha inoltre annunciato di avere in corso colloqui con Royal Bank Scotland (RBS.L: Quotazione), che prevede di chiudere entro gennaio 2010, per ottenere il via libera all'emissione di nuovo debito per rifinanziare quello in essere.

"Il rifinanziamento del debito esistente è una mossa obbligatoria data la scadenza imminente e la pressione esercitata dal flusso di cassa nel 2010 tra l'impatto della prolungata crisi e le trasformazioni strutturali intraprese dalla società", commenta Akros.